Roma, 30 lug – «La cinematografia è l’arma più forte», disse la buonanima. Aveva ragione. Se una volta l’immaginario collettivo era forgiato dalle opere pittoriche e dai grandi classici della letteratura, oggi è la settima arte a dettar legge. Ma mentre negli anni Cinquanta e Sessanta la Penisola era, dopo Hollywood, la più grande fucina della «fabbrica dei sogni», negli ultimi anni il cinema italiano ha davvero toccato il fondo. I motivi di questo declino spaventoso sono molteplici. E a illustrarli in maniera esaustiva e condivisibile ci ha pensato il mitico Svevo Moltrasio in due video da guardare e ascoltare con attenzione.

Ascesa e caduta del cinema italiano

Moltrasio, politicamente scorretto per vocazione, è diventato famoso sui social grazie ai suoi divertentissimi video sulla vita degli italiani a Parigi, collezionando milioni di visualizzazioni. E poi, in tempi di quarantena forzata, ci ha fatto re-innamorare della nostra nazione con un video da brividi. Da qualche tempo a questa parte, però, Svevo ha deciso di affrontare, appunto, l’argomento del cinema italiano e della sua vertiginosa parabola discendente. Anche se questo vuol dire fare una battuta in meno e raccogliere ancora meno visualizzazioni.

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In due video, si diceva, Svevo Moltrasio analizza in maniera molto circostanziata i problemi che attanagliano il cinema italiano, a livello sia di produzione che di botteghino. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, la causa principale di questa decadenza non sta affatto nella diffusione di piattaforme come Netflix e Amazon Prime. Il male ha radici molto più profonde: dalla mancanza di idee originali alla presenza ricorrente dei soliti attori (peraltro mediamente scarsi), dal circuito chiuso e ristagnante dello star system nostrano fino alla «televisizzazione» sempre più marcata delle produzioni italiane. Insomma, gli aspetti analizzati sono tanti e tutti brillantemente sviscerati.

La discussione – si badi – non è affatto oziosa, perché la settima arte fa parte di quello che si è soliti chiamare soft power. Il cinema, insomma, non è solo intrattenimento, ma anche strumento egemonico per eccellenza. E «tornare potenza», per l’Italia, passa inevitabilmente anche attraverso un teleobiettivo.

I video

Valerio Benedetti  

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2 Commenti

  1. Ma… ha visto la qualità delle produzioni italiane? Non è il cinema di 50 anni fa, quando c’era Leone, Castellari, Lenzi, Corbucci. Oggi cosa abbiamo? Vanzina? Genovese? Per cosa devo perdere tempo e soldi, per vedere un Pif? Un Pio e Amedeo? Paola Cortellesi e Paolo Bisio? E commediacce…commediacce…commediacce…

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