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Roma, 22 dic – Non lo ha detto lui ma condividendolo con un bel cuore, Christian De Sica sembra apprezzare punto per punto l’ode “politicamente scorretta” che un suo fan ha fatto dei suoi cinepanettoni, o meglio della sua ultima fatica, In vacanza su Marte.



In vacanza su Marte, cinepanettone 2020 di De Sica

Il cinepanettone dell’apocalittico 2020, diretto da Neri Parenti e che vede De Sica in coppia con l’inossidabile Massimo Boldi (novello “complottista”) è appunto In vacanza su Marte e la trama è così trash da sfiorare il sublime: “Nel 2030 Fabio Sinceri deve sposarsi con la sua facoltosa fidanzata Bea e, considerando che è ancora legalmente sposato con la sua ex moglie Elena, decide di andare a sposarsi su Marte, in cui non c’è alcuna giurisdizione. Per sua sfortuna suo figlio Giulio, determinato a far tornare insieme mamma e papà, lo coglie in flagrante e lo segue su Marte accompagnato dalla sua fidanzata Marina, la quale ha intenzione di far scoprire la finta relazione tra due popolari influencer per cercare di ottenere successo. Purtroppo Giulio, durante una gita nello spazio, viene risucchiato da un mini buco nero che avanza la sua età di circa una cinquantina d’anni”.

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L’ode al politicamente scorretto del fan

C’è tutto: Neri Parenti, De Sica, Boldi, l’immagine dell’italiano cialtrone obnubilato dalla nuova fiamma e il teatro dell’assurdo vario. Ovviamente, il nuovo film con De Sica negli snob (ma non solo dato che ora sembrano tutti essere piccoli eredi di Nanni Moretti) è stato accolto come l’ulteriore piaga del 2020, sebbene non sia nemmeno uscito al cinema causa Covid ma sia disponibile solo on demand. E contro questi critici sembra schierarsi il fan di De Sica, che su Instagram scrive all’attore: “Ieri ho pianto guardando In vacanza su Marte. Sapete perché? Perché i cinepanettoni non sono soltanto cinepanettoni. Sono il ritratto della spensieratezza. Sono il vaffanculo a tutto il politically correct dei giorni nostri. Sono il vaffanculo alle tipe coi capelli blu che devono scassare il cazzo per ogni minima cosa. Sono l’inno alla scioltezza mentale. Sono il vaffanculo ai vostri film di merda in bianco e nero impegnati di tizi russi strani a caso. Sono una macchina del tempo che ti catapulta nell’Italia di quegli anni in cui la fessa era l’unico grande pensiero e problema dell’essere umano. Datemi un cinepanettone e fatemi sognare di essere ancora libero”.

Non ci vieterete di essere “stupidi”

Lo straziante inno del fan viene condiviso da Cristian De Sica che commenta: “Un fan delicatissimo”. Sebbene io mi trovi spesso nella posizione di chi guardi i film in bianco e nero di tizi improponibili, come molti altri della mia generazione sono cresciuta anche con i cinepanettoni senza la pretesa di trovarvi Truffaut dentro. Nella loro volgarità, davvero, c’è racchiusa tutta la libertà di linguaggio che fino a ieri era concessa e ora non lo è più dalla cosiddetta cancel culture, femminismo e mostri vari (immaginiamo solo le razioni isteriche che vi sarebbero oggi a una delle battute più volgari del cinema italiano, quella in cui De Sica in S.P.Q.R. – 2000 e ½ anni fa invita la prestante Iside ad effettuare su di lui un rapporto orale). Per cui, citando un altro mostro sacro della comicità nostrana, non possiamo che omaggiare il fan di De Sica con 92 minuti di applausi di fantozziana memoria.

Ilaria Paoletti

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