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Milano, 16 apr — Tra attori con l’hobby della delazione, beghine dello star system che si raccomandano di «rispettare le regole» e l’ondata di mitomania che impone di mostrare le foto della vaccinazione, le dichiarazioni di Enrico Ruggeri uscite stamattina sul Corriere sono una ventata di aria fresca e, soprattutto pulita.

Il cantante l’altro ieri è finito nella bufera per aver dato ad Alessandro Gassmann del nostalgico della Germania Est, dopo che questi aveva chiamato la polizia per una festa che si svolgeva nel suo condominio. L’opinione degli utenti social si è fortemente polarizzata, tra chi dava del delatore (e altri epiteti più coloriti) all’attore e chi invece sosteneva la necessità di segnalare senza pietà chi non accetta più di vivere in una distopia ceauseschiana e trasgredisce le norme di distanziamento.

Enrico Ruggeri: se segnali gli assembramenti devi denunciare anche rapine e spacciatori

Ma anche contro Enrico Ruggeri il «popolo delle piattaforme» si è scagliato con violenza.  «Ancora una volta, mi rendo conto che oggi su Twitter tutto diventa enorme. Se quella battuta l’avessi fatta ad Alessandro a cena insieme, ne avrebbe riso anche lui», spiega il cantante. «Questa guerra di tutti contro tutti — che Hobbes aveva previsto secoli fa — è terribile. E Twitter amplifica le controversie». Ruggeri non sa dire se segnalerebbe o meno un assembramento con 30 persone. Ma una cosa è certa: i paladini della giustizia, spiega, non li si fa a targhe alterne. «Posso dire però che se lo faccio, lo farei sempre e per tutto. Se vedo uno che ruba una macchina, uno che picchia la fidanzata, se alla Stazione Centrale vedo tre tizi che si scambiano una bustina».

Mascherine all’aperto. Perché?

Il cantautore non ha peli sulla lingua nemmeno riguardo l’assurdità di certe norme. Anche alla luce degli ultimi studi, da cui emerge la possibilità infinitesimale di contagiarsi all’aperto. «Non capisco perché in mezzo alla strada devo mettere la mascherina. Se entro in un negozio la metto, ma se sono all’aperto no. In un vicolo stretto con 50 persone la metto, sì». Ci stanno abituando a obbedire a «regole che non capiamo», prosegue, «e non è un bel segno se guardiamo indietro nella storia». Nel frattempo, Ruggeri è l’unico a spendersi personalmente contro un certo di tipo di narrativa. «Tantissimi miei colleghi mi fanno congratulazioni segrete per sms. Io ci metto la faccia, loro tacciono».

Enrico Ruggeri: non rinuncio a vivere per paura di morire

Enrico Ruggeri rifiuta di «rinunciare a vivere per paura di morire», dal momento che da un anno si dibatte su di un argomento «che non è oggettivo». Nemmeno gli immunologi «sono d’accordo su niente». Per questo motivo il cantante è stato a più riprese additato come negazionista, definizione alquanto sgradevole che Ruggeri rispedisce al mittente. «La pandemia è oggettiva. Penso che ci poteva essere un altro modo di gestirla. La narrazione è stata sbagliata. Hanno scritto di alcune persone famose morte per Covid e io so per certo che non era vero. Un uomo di 32 anni, in coma irreversibile da tre anni per una pallottola in testa, hanno detto che è morto di covid (che forse ha preso in ospedale). Questa è una distorsione».

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Ruggeri si tranquillizzi, Gassmann segnala pure chi sniffa Vicks Vaporub.
    Ci crede lui, è un benpensante, e da uno che va a pulire da solo le strade di Roma ci si deve aspettare di tutto.

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