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Washington, 3 set – Non è un mistero per nessuno che il mondo di Hollywood abbia preso una preoccupante sbandata politicamente corretta. Dagli Oscar «troppo bianchi» alle quote etniche nel cast dei film, senza parlare della martellante propaganda immigrazionista e pro-black, il cinema occidentale è diventato un ricettacolo di rivendicazioni rancorose e capricci da asilo nido. E le recenti dichiarazioni di John Boyega non fanno altro che confermarlo. L’attore britannico d’origine nigeriana, infatti, ha sostenuto di essere stato messo da parte in Star Wars per il colore della pelle.

Star Wars sotto accusa

Boyega, in realtà, ha partecipato a tutte e tre le pellicole che compongono la trilogia finale di Guerre stellari: Il risveglio della Forza (2015), Gli ultimi Jedi (2017) e L’ascesa di Skywalker (2019). E non lo ha fatto con un ruolo da gregario, ma impersonando Finn, uno dei protagonisti. Ma non è bastato. E così Boyega, attore misconosciuto fino ad allora e scelto principalmente proprio per il colore della sua pelle, ha giocato la carta antirazzista: «Quello che vorrei dire alla Disney è che non si tira fuori un personaggio di colore, lo si vende come uno di quelli più importanti del franchise e poi lo si mette da parte. Non va bene, lo dico francamente», ha dichiarato l’attore in un’intervista all’edizione britannica di Gq.

La Disney è razzista?

Secondo Boyega, insomma, la Disney – che ha rilevato i diritti della popolare saga creata da George Lucas e prodotto la trilogia sequel – avrebbe fatto crescere gli altri personaggi del nuovo Star Wars, ma non il suo, e questo proprio per motivazioni razziali: «Sapevano cosa fare con Daisy Ridley, con Adam Driver e con tutti gli altri. Ma quando si trattava di Kelly Marie Tran (di origine asiatica) e John Boyega non gliene fregava nulla. Loro vorrebbero che dicessi “Mi è piaciuto far parte di questo grande progetto”. Hanno dato tutte le sfaccettature ad Adam Driver e Daisy Ridley, siamo sinceri. Adam lo sa, Daisy lo sa. Lo sanno tutti».

«Hanno basato tutto sulla mia razza»

Ma non è finita qui, perché Boyega, peraltro attivista di Black lives matter, non se la prende solo con la Disney, ma con tutta l’industria cinematografica: «Sono l’unico membro del cast di Star Wars che ha avuto la sua esperienza nel franchise basata sulla propria razza. Col tempo ho capito che mi era stata data un’opportunità, ma che l’industria non era pronta per me. Nessun altro nel cast si è sentito dire che la gente avrebbe boicottato il film perché c’erano loro dentro. Nessun altro ha ricevuto il clamore e le minacce di morte, oppure messaggi privati sui social con scritto “Sei nero, non dovresti essere uno Stormtrooper”. Nessun altro ha vissuto quell’esperienza. Questa è la mia frustrazione». Una frustrazione che, però, ha fruttato all’attore la celebrità e parecchi milioni di dollari.

Vittoria Fiore

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