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Benevento, 3 set – E’ di cinque agenti di polizia penitenziaria feriti – di cui uno in modo serio – il bilancio della rivolta avvenuta ieri sera nel carcere di Benevento. Le forze dell’ordine impiegate nella struttura erano intervenute per contenere l’azione distruttiva di due detenuti di origine marocchina che avevano istigato la rivolta, incontrando così la reazione, violentissima, dei carcerati. I sediziosi, prima di essere fermati, sono riusciti a devastare e incendiare cinque celle e sfondare il muro di una di isolamento. La sommossa è cominciata nel pomeriggio, quando i due detenuti, già protagonisti dei disordini durante la fase di lockdown nel marzo scorso, avevano preso a praticare atti di autolesionismo su loro stessi.

«Ancora eventi critici che mettono a repentaglio l’incolumità del personale di polizia penitenziaria, e del taser non si vede neanche l’ombra», commentano i segretari regionali campani dell’ Osapp, Vincenzo Palmieri e Luigi Castaldo. «Già la scorsa notte, sempre nel carcere di Benevento, la polizia penitenziaria è intervenuta per soccorrere altri due detenuti che hanno commesso atti di autolesionismo e sono stati trasportati in ospedale».

Alle origini della rivolta c’è, molto probabilmente, il suicidio di un detenuto di 34 anni, anch’egli di nazionalità marocchina. Lo straniero qualche giorno fa si è impiccato sempre nella stessa struttura beneventina, dove era giunto il primo agosto, proveniente da Carinola. Recluso nel reparto dei sex offenders, cioè degli stupratori e dei molestatori,sarebbe uscito l’anno prossimo dal carcere. L’ultimo suicidio nel penitenziario campano risale al maggio dell’anno scorso. Per il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello «ancora una volta disagi psicologici personali, sommati alle condizioni di vita nelle carceri, all’isolamento affettivo, al clima ambientale psicologicamente usurante delle carceri, alla mancanza di progettualità specifiche portano a morire di carcere e in carcere. Siamo in Campania all’ottavo suicidio dall’inizio dell’anno, quaranta in tutta Italia».

Cristina Gauri

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