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Los Angeles, 27 gen – Secondo quanto riportano i media di ciò che accade negli Usa, sembra che nessuno supporti il presidente americano Donald Trump e che tutta Hollywood sia contro di lui. Eppure dovrà esistere qualcuno che l’ha votato, giusto? La risposta ci arriva dai Grammy Awards che si sono tenuti ieri sera allo Staples Center di Los Angeles.

“Impeach this”

Tra i soliti noti, sul red carpet dei prestigiosi premi musicali c’è stato anche qualcuno che ha voluto esprimere, con il proprio dress code, tutta la sua solidarietà all’attuale presidente americano. Uno su tutti il cantante Ricky Rebel che ha indossato una vistosa tuta di paillettes rosse che lasciando scoperto il lato b dell’uomo lasciava intravedere la scritta, vergata sulle natiche, “impeach this” (“processate queste” più o meno, riferito all’impeachment nei confronti di Trump). A completare l’ensemble, un baldacchino a “ombrello” sulla testa. Rebel fece una cosa simile l’anno scorso, quando sfilò sul tappeto dello Staples Center con un completo che richiamava i colori della bandiera americana: sulla giacca aveva scritto “Make America great again“, lo slogan di Donald Trump.

Joy Villa, afroamericana e “trumpiana” di ferro

Un altro personaggio che ha mostrato il suo sostegno a Trump nel corso dei Grammy di ieri è Joy Villa: la cantante afroamericana ha indossato un vestito blu e rosso sul red carpet con la scritta “impeached and re-elected”. Ma non è la prima volta che la Villa esprime la sua solidarietà al presidente Trump: sempre ai Grammy Awards del 2017, indossò anche  lei un vestito blu con lo slogan “Make America Great Again” e il nome “Trump”. Ai Grammy del 2018, scelse un abito bianco con un feto dipinto a mano all’interno di un utero arcobaleno e una borsa con lo slogan “Scegli la vita”, in chiaro supporto al movimento “pro life” e contro l’aborto. L’anno scorso ha scelto un vestito argentato con un disegno di mattoni e la scitta “Build the Wall” in rosso, in sostegno al famigerato muro “anti immigrati” tra Usa e Messico.

Qualcuno è contro la guerra

Sempre ieri Megan Pormer, ambasciatrice del Consiglio della moda araba, ha condiviso col mondo le sue opinioni politiche attraverso l’abbigliamento; la Pomer indossava un mantello decorato con bandiere americane e iraniane. Sul suo vestito, invece, campeggiava la scritta “no alla guerra all’Iran” con un grande cuore rosso. Non siamo sicuri che in Iran apprezzerebbero, ma col pacifismo si vince sempre bene a Hollywood.

Ilaria Paoletti

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