Roma, 28 set — «È possibile che un partito stimato al 27% non abbia nemmeno un sostenitore nel mondo dello spettacolo?», si chiedeva esterrefatta la Meloni constatando l’abissale assenza di endorsement al suo partito tra gli esponenti del mondo dello spettacolo: si è dovuto scomodare Vincent Gallo dall’America perché finalmente un attore manifestasse sostegno alla vittoria del centrodestra italiano.

Vincent Gallo è l’unico attore che si congratula con la Meloni

«Dio benedica l’Italia», ha scritto l’indimenticato protagonista di Buffalo 66 in italiano e in maiuscolo sul proprio profilo Instagram, seguito dalle congratulazioni a Giorgia Meloni «per essere diventata il nuovo primo ministro italiano». Vincent Gallo, attore, regista, sceneggiatore, musicista, pittore ed ex modello statunitense figlio di due parrucchieri siciliani, non è nuovo a queste dichiarazioni anti-establishment.

Convinto repubblicano sostenitore di Trump, due anni fa si era iscritto a Instagram solamente per dimostrare il proprio sostegno al tycoon. «Per sedici anni ho rifiutato tutte le richieste di interviste, di apparizioni in pubblico e di distribuzione del mio lavoro. Ho fatto del mio meglio per evitare il circo dei social media», aveva scritto motivando la sua scelta. «L’unica ragione per la quale ho deciso di essere ora su Instagram è per schierarmi con il Presidente Donald Trump e per remare contro i mutanti che gli si oppongono».

Dichiarazioni clamorose

Gallo si era iscritto al social per condurre una personale campagna denigratoria a suon di t-shirt realizzate a mano e vendute singolarmente e decorate con insulti contro Jeff bezos, Black lives matter e politici dem statunitensi assortiti. Alla notizia della sconfitta di Trump avevano scatenato un manicomio di polemiche le sue dichiarazioni contro il suffragio universale: «Garantire il diritto di voto alle donne è stato un errore, e quell’errore è ora più chiaro che mai. Permettere ad ogni cittadino che non paga le tasse di votare non ha alcun senso. Ciò non deve essere inteso. È semplicemente quello che credo». L’attore ha poi cancellato il post in cui sosteneva la Meloni, secondo la consolidata abitudine di pubblicare dichiarazioni «flash» per un periodo di tempo determinato e poi eliminarle.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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