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Roma, 12 feb – Che si stia andando incontro a una confusione di generi e ruoli è progressivamente sempre più chiaro. Gli uomini sfilano con ballerine e pochette per i più grandi stilisti e sul palco di Sanremo Achille Lauro ha portato la sua bandiera “gender fluid” targata Gucci per protestare contro i pregiudizi “omofobi”. E una certa parte di uomini ha sempre usato il trucco, come vezzo artistico o come rivendicazione; adesso, però, le maggiori aziende di cosmesi tentano di sfruttare il trend partorendo sempre più linee di make up dedicate esclusivamente agli uomini.

Pupa e il “rocker” ambiguo

L’ultima in linea temporale a uniformarsi a questa moda è Pupa, che nella sua nuova campagna “I’m Pupa”, nella galleria di personaggi che combattono gli stereotipi (la signora di mezz’età vestita da teenager, la ragazza in carne che si sente bella  seguendo un altro tema caro alla moda di oggi, la cosiddetta body positivity) inserisce anche un uomo dagli occhi bistrati che, però, si guarda bene dal professare una qualche identità sessuale – fermandosi ad un generico e scialbo “I’m rock”. Forse Pupa non vuol perdere quella parte di mercato più “tradizionalista” che ogni Natale acquista in massa le trousse da teenager che sono da sempre un must have dell’azienda milanese.

Wycon per il make up “genderless”

Poi sempre quest’anno ad affacciarsi sul tema del “genderless” arriva Wycon, un’altra azienda italiana che sta cercando negli ultimi anni di fare concorrenza a Kiko, che pubblicizza la nuova collezione primaverile dicendo proprio che “è pensata per il make up di lui e di lei senza pregiudizi, in una realtà che rivoluziona i canoni tradizionali della bellezza”. Ovviamente per partecipare a questa rivoluzione bisogna spender soldi, comprare: è interessante considerare come si sia arrivati al punto dal ritenere “necessaria” l’immissione sul mercato di una linea ad hoc per gli uomini. Non tanto per la rivendicazione arcobalenosa, quanto per l’ironia del marketing. Viene spontaneo chiedersi, infatti, come avranno fatto per decenni personaggi come Boy George, Renato Zero, David Bowie e via dicendo a truccarsi senza collezioni di make up concepite per loro? E’ evidente, dunque, come dietro queste iniziative vi sia solo la creazione non solo di nuovi modelli ma anche di nuovi bisogni e non c’è necessità di essere dei teorici del gender per capire la fregatura.

In principio fu Chanel

In origine, comunque, fu Chanel: la casa di moda parigina, nella sua costola dedicata alla bellezza e alla cosmesi ha dedicato un’intera parte solo alle esigenze maschili. Parliamo di Boy de Chanel. Packaging austero e affascinante mutuato dalla controparte femminile, la collezione offre  “tre prodotti facili da utilizzare per levigare e idratare le labbra, uniformare il colorito e definire le sopracciglia”. Il necessaire, insomma, perché un uomo possa uscire e andare a lavoro la mattina. Ma non solo; anche creme e tutorial appositi sono dedicati ai nostri uomini “La bellezza non è una questione di genere. È una questione di stile” si legge nella pagina dedicata. Considerato che un fondotinta di Chanel da uomo costa circa sessantacinque euro, forse sarebbe più giusto dire che è una questione di soldi – esattamente come per noi donne.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. ..tra le linee make up è previsto lo sbiancamento del buco del culo e depilazione ..nel pd va molto di moda…i compagnucci fanno a gara..

  2. Perfetto! Ora bisogna saperlo comunicare “a pioggia”…, estendendo con altre false ed ipocrite offerte.

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