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Roma, 24 dic – “Noi siamo i Motörhead, figli di puttana, e suoniamo il rock ‘n’ roll”: una frase che non ha bisogno di ulteriori descrizioni. Un motto emblematico della storia della musica. I Motörhead sono stati la band più trasgressiva, più pesante, più irriverente del panorama musicale del XX secolo, senza ombra di dubbio. Una band incarnata nella figura divenuta leggendaria di Lemmy Kilmister. Il frontman della band inglese ha dato corpo allo spirito del ribelle degli anni ’80, ma non il ribelle con il crestone in testa pronto a creare scompenso nel tedio quotidiano a suon di proteste vuote e senza ideale. Kilmister non ha mai voluto dimostrare niente a nessuno ed è, forse, per questo motivo che è diventato, non solo un’icona, ma una vera leggenda della musica.

Una vita poco “regolare”

Per iniziare a parlare di Lemmy Kilmister è necessario partire dalle sue ultime parole. Esse riassumono perfettamente il suo stile di vita, trasgressivo e risoluto. Kilmister era in confidenza con un’altra icona del rock di ieri e di oggi, Ozzy Osbourne. Il leader dei Black Sabbath avrebbe affermato che Lemmy, in un incontro privato tra i due artisti, gli avrebbe rivelato che, forse, avrebbe anche potuto vivere 10 anni in più se avesse fatto le cose come andavano fatte, eliminando gli eccessi e vivendo una vita più “regolare”. Invece ha preferito vivere la sua vita a modo suo e avrebbe rifatto così altre mille volte se ne avesse avuto la possibilità.

Lemmy Kilmister è stato il simbolo della sregolatezza del rock: si pensi solo al fatto che il nome della sua band, i Motörhead, ha origini variegate ma una delle versioni più accreditate fa testo ad un episodio è molto curioso. Mentre il bassista passava una delle sue notti brave con i suoi colleghi, avrebbe provato, per la prima volta in vita sua, la speed, una droga molto in voga tra i circoli heavy metal e punk. L’effetto della droga sarebbe stato così pesante che Lemmy avrebbe affermato: “Wow, I’m feeling like a fucking Motörhead”. Il resto è leggenda.

“Nato per perdere, vivo per vincere”

La storia di Lemmy Kilmister è continuata tra alcol, sigarette e musica non necessariamente in quest’ordine. Secondo una sua dichiarazione, malgrado l’aspetto fisico non esattamente fedele ai canoni di bellezza classici, il bassista avrebbe conquistato più di 1000 donne solo con il suo carattere e la sua spiccata simpatia. Non temeva di apparire controverso in nessuna occasione.

Spesso si è fatto ritrarre in posa con cimeli del secondo conflitto mondiale o della Grande Guerra: è sempre stato un grande appassionato di storia come anche il suo amico Jeff Hanneman degli Slayer, tanto che, si dice, sarebbe stato in possesso di un pettine appartenuto niente meno che ad Eva Braun. Ma questo è solo la punta dell’iceberg. Kilmister era anche amante della lettura e della conoscenza. Sembrerà un banale discorso volto alla mera difesa della sua persona, ma quando era in tour preferiva lasciare a casa i vestiti piuttosto di non avere spazio per i suoi libri che leggeva assiduamente durante i lunghi tragitti in autobus.

Lemmy Kilmister manca al panorama musicale da quattro anni ma non è mai stato dimenticato. La sua sregolatezza, la sua vita fatta di passione, di musica e di abusi ne hanno consacrato la figura: lo si ama o lo odia e, su questo punto, l’opinione pubblica è molto divisa. Tuttavia, vivo più che mai resta il suo indelebile mantra: “Nato per perdere, vivo per vincere”.

Tommaso Lunardi

5 Commenti

  1. Grandissimo lemmy se si eccettuano i suoi esordi drogaioli (peccato di gioventù) è stato fonte di ispirazione per tantissimi punk e metallari in tutto il mondo. Insuperabile bassista, urlatore da brivido, personaggio molto positivo al di là dell’aspetto truculento da biker colto intelligente e controcorrente. Soprattutto un grande amico della Germania e del suo popolo. Non ti dimenticheremo Lemmy sei stato un esempio di vita per molti di noi. Indimenticabili “we are the road crew”, “fast and loose”, ‘the hammer”, “iron fist”

  2. Precisazione, Lemmy disse pure di non essere “un nazista del c@zzo” nonostante collezionasse militaria del terzo Reich.

  3. Psicopatico genetico e/o acquisito, come tanti altri… Se devo salvarne qualcuno, personalmente, direi Jethro Tull…

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