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Roma, 16 feb – Notizie dal mondo  di Paul Greengrass western del 2020 targato Netflix con protagonista Tom Hanks inizia un po’ come Il Grinta (originale e remake) per poi morire buonista. Il modo in cui con una storia di centinaia di anni sta, in realtà, criticando – con un po’ di ritardo – gli Usa trumpiani è evidente, scontato e nel complesso, un vero peccato …



Notizie dal mondo, Hanks sudista “pentito”

In Notizie dal mondo, il capitano Jefferson Kyle Kidd (Tom Hanks) legge le notizie in giro per gli Usa post guerra civile, in un’epoca in cui molti cittadini ancora non sanno leggere o, comunque, trovano nella lettura delle notizie dai quotidiani un espediente per la dura vita di frontiera.  Siamo infatti nel Texas del 1870, il “caro” far west. Hanks è un ex capitano confederato, ovviamente pentito di aver combattuto dalla parte “sbagliata” e da cinque anni addirittura dalla vergogna non riesce a tornare a casa. Inganna il tempo e sbarca i lunario, appunto, leggendo le notizie ai suoi compaesani.

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La piccola Johanna e i cliché trumpiani

La svolta in Notizie dal mondo arriva quando un bel giorno, in una foresta, il personaggio di Hanks incontra Johanna: figlia di immigrati tedeschi, ha avuto la sua famiglia sterminata dagli indiani ed è stata da loro rapita. L’ex capitano Jefferson decide di aiutarla a raggiungere il resto della sua famiglia ancora in vita. I due affrontano varie peripezie, più che aiuto riscontrano la cattiveria dell’uomo bianco: ignorante, ingannevole, che ha paura del diverso. In breve, il cliché dell’elettore trumpiano. Alfine giungono, appunto, dalla famiglia della piccola Johanna.

I tedeschi negli Usa e l’ingiustizia della cronaca

La famiglia di tedeschi che si spacca la schiena sulla terra arsa degli Usa del 1800 è dipinta come un ensemble di mostri insensibili dediti solo al lavoro. Quello che Notizie dal mondo omette di dire è che sono proprio quel tipo di immigrati che(e chi ha studiato un minimo di estrazione etnica degli Usa bianchi lo sa) hanno costruito col sudore della fronte il Paese che Biden ora guida in cui Hanks e i suoi avi hanno riccamente prosperato. Il lieto fine c’è, senza dubbio, ma sconforta veramente come una ottima prova di regia, di recitazione, di costumi e ambientazione manchi così il tiro: lo sbaglio sta nell’aver voluto dare una lettura con occhi troppo contemporanei di dinamiche ormai antiche e che, nel caso degli Usa post guerra di Secessione, solo attenendosi alla realtà potrebbero risultare sorprendenti e più incredibili delle invenzioni di qualsiasi sceneggiatore. Risultato: bianchi e confederati cattivi, qualsiasi minoranza invece è di buoni. Un po’ semplicistico, un po’ poco fedele ai fatti. Se si vuole avere una resa “alternativa” del western lontana dagli stereotipi e che renda giustizia ad esempio al trattamento riservato agli Indiani, è ancora meglio vedere Piccolo grande uomo o Soldato bluAlla faccia della contemporaneità …

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Perché stupirsi, i prodotti Netflix sono tutti così, il peggior cascame dell’ideologia liberalprogressista e della religione del “politicamente corretto”.

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