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Los Angeles, 25 mar – Gli Oscar adottano una stretta politica “no Zoom” per la cerimonia di quest’anno, cosa che si sta rivelando un grattacapo per più candidati che vivono al di fuori degli Stati Uniti e che sono ancora soggetti a restrizioni pandemiche.

Oscar, no a Zoom e premi in presenza

Variety e Deadline Hollywood riferiscono di una vera e propria guerra degli addetti stampa e di alcuni dirigenti di studios all’Academy Awards, perché gli Oscar senza Zoom rappresentano un grosso problema di logistica tra maggiori costi e la quarantena per molti vip, che si ritenevano emendati dal partecipare fisicamente ai premi nella città di Los Angeles. Ma gli organizzatori degli Oscar sembrano irremovibili.

Nessuna misura da remoto

A causa della pandemia di coronavirus, la premiazione prevista per il 25 aprile si terrà sia alla Union Station nel centro di Los Angeles che alla tradizionale sede degli Oscar, ovvero il Dolby Theatre di Hollywood. I produttori dello spettacolo hanno detto la scorsa settimana che “non è prevista alcuna misura per partecipare da remoto” e hanno incoraggiato i candidati a partecipare di persona.

Vip “disperati”

Almeno nove candidati, tra cui la regista del manifesto femminista Promising Young Woman, Emerald Fennell, e la star del film Carey Mulligan, vivono in Gran Bretagna. L’Inghilterra la prossima settimana dovrebbe vietare i viaggi internazionali non essenziali fino a metà maggio. La Fennel si dice addirittura “disperata”: “Vorrei tanto partecipare in qualche modo, ma senza Zoom non è possibile”. I rappresentanti dei cinque lungometraggi internazionali – che vengono da Danimarca, Hong Kong, Romania, Tunisia e Bosnia – potrebbero anche loro incontrare diversi per arrivare a Los Angeles in tempo per gli Oscar.

Il crollo di Golden Globe e Grammy

Altri spettacoli di premiazione negli ultimi mesi, come i Golden Globes, hanno sostituito i premi di persona e le cene di gala con con apparizioni preregistrate o eventi virtuali. Ma gli Oscar proprio non ne vogliono sapere di sacrificare il glamour per paura del Covid. Inoltre, senza il pubblico, lo share televisivo di spettacoli come i Golden Globe e i Grammy sono crollati. Hollywood è già stanca del Covid, che appare una sceneggiatura già “vecchia”.

Ilaria Paoletti

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