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Londra, 24 feb – Ricky Gervais, il comico controverso dietro show famosissimi come The Office (Uk) e AfterLife, ha criticato l'”annacquamento” dell’umorismo da parte della  televisione e dei dirigenti allineati alla “cancel culture”.

Gervais: “Umorismo annacquato per non offendere”

Gervais,, 59 anni, ha parlato mercoledì allo show Lorraine della sua serie Netflix  After Life, che segue le peripezie di un vedovo con tendenze suicida, completamente distrutto dalla morte di sua moglie e di come, nel bene e nel male, riesce a sopravvivere alla depressione. Discutendo il suo lavoro ormai “rischioso” per i temi che affronta, Gervais ha detto: “È strano che i dirigenti televisivi si muovano secondo quello che secondo loro dirà il pubblico. “Oh, non dovremmo dirlo, la gente non può sopportarlo” … Ecco perché l’umorismo ormai è annacquato. Ci preoccupiamo preventivamente per ciò che le persone possono trovare offensivo”.

“La vita reale è più spaventosa dei film”

I commenti di Gervais si uniscono a quelli di una lunga comunità di comici, sempre più irritati dalla necessità di cambiare il loro lavoro per sottostare alla cosiddetta “cancel culture”, che li vedrebbe esclusi da ogni circuito d’intrattenimento se accusati di aver deriso una minoranza religiosa o etnica. La prima stagione di After Life è andata in onda nel marzo 2019, e dopo l’enorme successo è tornata con una seconda serie nell’aprile dello scorso anno. Discutendo della serie, Gervais ha detto: “La vita reale è più spaventosa della finzione. Ecco perché l’umorismo viene annacquato. Quando si tratta di un argomento tabù, le persone vedono loro stesse. Anche io ero preoccupato: si tratta di un ragazzo che perde la moglie a causa del cancro, ha tendenze suicide e tratta tutti quanti terribilmente come fosse una punizione. La gente veniva da me, dicendomi magari che il loro fratello era morto ... Ti rendi conto che tutti stanno soffrendo e a loro piace vedersi riflessi in te”.

La ricetta anti-cancel culture di Gervais

Ma Gervais mette un limite anche ai “piagnistei” di chi parla di dittatura del politicamente corretto, parlando di come lui combatte – a suo modo – la cancel culture:  “Per favore, smettetela di dire “Non si può più scherzare su niente”. Si può! Puoi scherzare su qualunque cazzo di cosa ti piaccia. Ad alcune persone non piacerà e te lo diranno. Poi sta a te decidere se te ne frega o no. E così via. È un buon sistema”. A giudicare da come ha bacchettato le star durante la sua conduzione dei Golden Globes – tirando fuori l’amicizia dello star system con il “suicida” Jeffrey Epstein – sembra che davvero a Gervais non freghi molto di chi si offende …

Ilaria Paoletti

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