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Roma, 14 mag – Roberto Angelini, musicista e ospite fisso di Propaganda Live, è stato multato di 15mila euro per lavoro in nero. Il cantante è infatti anche proprietario di un ristorante e sarebbe stato colpito da fuoco “amico”: una donna assunta per “aiutarla” che poi l’ha denunciato.

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Roberto Angelini, il pianto social

“Questa non è la faccia del musicista che siete abituati a conoscere. Questa è la faccia di un ristoratore (si, ho un ristorante) che ha appena scoperto di essere stato denunciato da un’‘amica’ alla guardia di finanza”: questo è quanto scrive lo stesso Roberto Angelini, volto noto del programma condotto da Zoro Propaganda Live, multato per ben 15mila euro per lavoro nero.

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Le lamentele a spese dei lavoratori

“Ho cercato di limitare al massimo il ricorso alla cassa integrazione per i miei dieci dipendenti (visti i tempi biblici). Ho comprato un furgoncino per le consegne e fatto lavorare amici che avevano bisogno” racconta ancora Angelini con tanto pathos. “Mi sono indebitato per pagare i fornitori. Ho resistito con i ristori evidentemente inadeguati. E poi…15 mila euro di multa per lavoro in nero. A me… Che ho avuto sempre tutti in regola e non essendo del mestiere, non avrei neanche saputo come fare”. Ma se erano tutti in regola, come si è arrivati a 15mila euro di multa?

Non era meglio pagare e stare zitti?

Pagherò, non è questo il punto. E se non avessi potuto pagare?”, continua il musicista. Bé, intanto lui però quella cifra già ci ammette di poterla sborsare. “Per colpa di una pazza incattivita dalla vita sarei stato costretto a chiudere e mandare a spasso 10 persone”, sostiene Angelini. Resta il fatto che questa “pazza” era una dipendente. Forse per salvare la lacrimosa faccia era meglio non ammettere candidamente di aver fatto lavorare delle persone in nero per poi frignare per come è andata a finire. Sono tanti i ristoratori piegati dall’emergenza Covid, alcuni si sono sucidati perché, a differenza di Angelini, 15mila euro da sborsare alla GdF non li avrebbero mai accumulati in queste condizioni. Sta bene dare un colpo al cerchio e uno alla botte dicendo di aver ammesso un'”amica” per aiutarla, ma poi cercare pure la pietà degli utenti chiamandola “pazza” per aver denunciato di lavorare in nero (da quanto? Con quali funzioni?) Angelì, anche no.

Il presepe “de sinistra” di Propaganda Live

Da un personaggio che nel presepe “de sinistra” di Propaganda condivide una volta alla settimana il palco col direttore dell’Espresso Marco Damilano ci aspettavamo un po’ più di senso civico. Invece, nel mondo alla rovescia dei fan di Propaganda Live è tutto un coro di solidarietà sotto il post strappalacrime di Roberto Angelini. Nessuno che faccia presente che esistono i diritti base dei lavoratori o che ricordi che andrebbe sentita pure la campana della “pazza incattivita dalla vita” che lo ha denunciato. Ah, la sinistra di oggi.

Ilaria Paoletti

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