Roma, 18 nov – Ci risiamo: Enrico Ruggeri ha avuto la “disgraziata” idea di fare un programma televisivo in cui omaggiare i maggiori cantautori italiani. Tra di loro, ovviamente, anche Fabrizio De André. Ma agli antifascisti da tastiera questo non è andato giù perché credono di avere l’esclusiva sul cantautore genovese. E su Twitter si scatena la bufera.

“Una storia da cantare”

Una storia da cantare, questo il titolo del programma, ha visto Enrico Ruggeri nella veste di conduttore (bravo, anche se influenzato). Il parterre de roi degli ospiti comprendeva la PFM e Mauro Pagani (collaboratori storici di De André), Ornella Vanoni, Elena Sofia Ricci che ha interpretato l’intenso testo de La guerra di Piero, il rapper Anastasio il tutto con la benedizione della vedova di De André, Dori Ghezzi.

Ruggeri “fascista” non può cantare De André

Ma, ovviamente, su ogni cosa bella deve calare la mannaia dell’antifascismo da tastiera; Ruggeri, da sempre contro le etichettature ma sicuramente un uomo libero da pregiudizi, viene sovente “accusato” di essere fascista da chi vede il ritorno del fascismo ovunque. Così su Twitter è un susseguirsi di commenti di sdegno: “Il cast mi ha convinto a non guardare la macabra sfilata di cariatidi su Rai1. E poi far raccontare Fabrizio De André da quel fascistardo di #enricoruggeri è un insulto. A leggere i commenti credo di aver fatto bene” si legge” è solo uno dei commenti.

Persino il Pd difende Ruggeri

Dopo questa tempesta di insulti antifascisti, persino l’eurodeputato del Pd Pierfrancesco Majorino è intervenuto per difendere Ruggeri: “Ussignur leggo che si è scatenato il dibattito su Enrico Ruggeri che è fascista e quindi non può fare la trasmissione su De André. Secondo me non conoscete Enrico Ruggeri. Che è molto libero e indipendente. E non so se De Andrè questo giudicare l’avrebbe tanto amato“. Ruggeri ringrazia il politico del Pd: “Grazie Pierfrancesco. Spesso (ma non sempre) abbiamo idee diverse, ma i nostri incontri dimostrano che ci sono molti modi per confrontare idee e opinioni. Il manicheismo non porta da nessuna parte. E la pietas di De André vola comunque molto più in alto“. Anche il critico musicale Monina ha messo a tacere certi “cattivi maestri”: “Chiunque abbia pensato che Enrico Ruggeri non avrebbe dovuto omaggiare De André perché considerato di destra evidentemente non sa un cazzo di Ruggeri e neanche di De André“.

E gli ascolti volano

I dati d’ascolto d’altronde, sembrano dare ragione a Ruggeri: 4.147.000 spettatori con il 21,12% di share). E lo stesso cantautore milanese non manca di sottolineare questa “rivincita“: “Un piccolo miracolo. Grazie a chi ha vissuto con me questa sfida di qualità. Grandi autori, una band unica, una fantastica partner, una squadra piena di amore per la Musica. Grazie ai leoni da tw, che portano sempre bene, e ai gufi che ipotizzavano il 9%…“.

Ilaria Paoletti

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