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Roma, 21 gen – La reazione isterica del mondo femminista alla conferenza stampa di Sanremo fatta da Amadeus e il plotone di esecuzione inscenato mezzo secondo dopo la frase sulla fidanzata di Valentino Rossi, ha riaperto il tema delle rivendicazioni di genere e, soprattutto, sul grado di falsità di queste ultime. Una volta riaperto il sipario, sono tornate in scena le agguerrite amazzoni dei diritti delle donne e della dignità femminile racchiusa nei libri di Lilly Gruber e nei sermoni di Michela Murgia, con l’asfaltamento incessante di chiunque osasse obiettar loro che in effetti Amadeus intendeva tutto tranne che discriminare le ragazze di Sanremo per la loro oggettiva bellezza o descrivere Francesca Sofia Novello come una “sottona” che pulisce casa mentre il fidanzato si gode i red carpet.

Bellezza femminile e ipocrisia

Eppoi quanta ipocrisia, come se imparassimo soltanto adesso che su un palco in tivù ci stanno bene persone di bella presenza. Ma qualsiasi ragionamento di logica, qualsiasi barlume di buon senso rimbalza come il muro di gomma delle eroine in quota rosa che sembrano appartenere alle categorie raccontate da Paolo Bianchi nel suo “Donne smarrite uomini ribelli”, con le “donne che dicono week-end anzi week anzi we, donne che vanno a vedere le mostre di Chagall, donne che vanno a vedere film vincitori a Cannes, donne che sono esperte di teatro, donne che hanno amici omosessuali, donne che sui social mettono la scritta ‘No alla violenza sulle donne’, donne che si proibiscono e proibiscono dozzine di cibi (aveva sofferto in passato di disturbi alimentari, come quasi tutte), donne che invece di stare a casa a pulire il culetto dei bambini, raccolgono la cacca del cane, donne che al posto del letto hanno quella specie di futon o meglio pagliericcio”.

Alessandra Cantini, autrice del libro “Sacro maschio”, paladina dei diritti degli uomini ché “l’uomo bianco etero viene così massacrato e vilipeso, addebitandogli generiche colpe verso le donne senza che niente abbia in realtà fatto”, ci ha detto la sua rispondendo a qualche domanda sullo stato delle cose.

Alessandra, cosa ne pensi della polemica su Sanremo e Amadeus?

È assurda. Amadeus ha fatto un discorso legittimo sulla bellezza indiscutibile delle ragazze che lui ha scelto e che di certo non si lamentano per essere state selezionate anche sulla base del loro aspetto fisico. Ed è ammirevole che, come ha detto Amadeus, Francesca Sofia Novello non approfitti della fama del suo compagno per far carriera, dunque ottenga ottimi risultati rimanendo nell’ombra rispetto al cono di luce che illumina perennemente uno come Valentino Rossi. Amadeus, oltretutto, con quella frase ormai famosa ha fotografato il fenomeno diffuso per cui molto spesso le donne si aggrappano alla professione dei propri compagni e alla fame che loro si sono guadagnati, finendo per usarli come accessori.

E il politicamente corretto come entra in questa diatriba?

Beh, le donne, secondo lo schema appunto politicamente corretto, hanno una sorta di invalidità civile a causa della quale necessitano di aiuti e spinte. Le quote rosa sono un insulto all’autonomia e alla capacità di noi donne. Tutto questo viene stravolto e presentato come conquista di civiltà, e nessuno deve fiatare al riguardo altrimenti si finisce nel tritacarne mediatico. Mentre sui maschi si può dir di tutto, comprese fandonie degne di una mitomane. L’uomo bianco etero viene così massacrato e vilipeso, addebitandogli generiche colpe verso le donne senza niente abbia in realtà fatto. Alla fine, sono gli uomini ad essere violentati.

Del corpo di una donna chi è il padrone? Le femministe sono davvero libertarie come dicono?

No, è il contrario. Una donna dispone limitatamente del proprio corpo perché sono le stesse femministe a giudicare male coloro che ne fanno un utilizzo veramente libero. Le ragazze che andavano ad Arcore da Berlusconi venivano trattate da poco di buone da quella galassia politicamente corretta che affermava, sui titoli dei grandi giornali, di battersi invece per la loro dignità. Ma della mia dignità io sono l’unica depositaria. E qui emerge l’ennesima ipocrisia: le donne utilizzano da sempre la sensualità per ottenere ciò che vogliono, negare ciò è negare la storia del mondo, e gli squadroni di femministe intendono fare proprio questo.

E allora chi sono i veri nemici delle donne?

I nemici delle donne sono le donne stesse. Noi donne saremo libere solo quando nessuno crederà che abbiamo bisogno delle quote rosa e di scemenze simili per raggiungere i nostri traguardi. Eppoi, basta con le cazzate sull’emancipazione femminile per cui noi donne dovremmo rifiutarci di far figli. Una donna è giusto che si prodighi per far felice il proprio uomo, decidendo anche di affrontare le difficoltà della maternità. Un tabù che va di pari passo con quello della libertà sessuale: dovremmo darla di più, e fottercene delle femministe che ti si attaccano alla lingua o alla gamba se la scopri troppo.

Il tuo sedere mostrato a Chiambretti che significato aveva?

Far venire a galla i baciapile che anche in quel caso si scandalizzarono prima per le mie opinioni, e poi perché avevo utilizzato il mio corpo in completa libertà e autonomia. Libertini con sé stessi, puritani con gli altri. Non sanno giocare, sono seri e austeri. Il corpo di noi donne è una forma d’arte. E il mio culo la miglior risposta a quei santocchi.

Lorenzo Zuppini

2 Commenti

  1. Magari seguiranno l’esempio delle donne delle mie parti: la ripugnante mentalità di farsi ingravidare per intrappolare il pollo.

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