Roma, 24 giu – Pornostar con velleità politiche (antisalviniane) e ora anche culturali, Valentina Nappi deve credersi una grande intellettuale. Niente di male, per carità, sognare non costa nulla. Il problema è che la Nappi, come già fatto in passato, ha deciso di pestare i piedi a Vittorio Sgarbi, pretendendo addirittura di dargli lezioni sul Rinascimento. La risposta del Vittorione nazionale, ovviamente, non si è fatta attendere. E, come al solito, è stata pirotecnica: «Rispondo serenamente a una sconosciuta pornostar che esprime pensieri e polemiche, nel disperato tentativo di farsi conoscere, salendo su una cattedra che si è data da sola», è stato l’incipit della sua risposta su Facebook. Ma, appunto, questo era solo l’inizio…

Sgarbi annichilisce la Nappi

«A quello che mostra di sé, ragiona con i piedi. Che porge ad annusare a masochisti che approfittano del suo desiderio di non essere una persona ma un oggetto», è la sentenza di Sgarbi, che poi precisa che «io non ho mai definito la Nappi una pornostar. Non ne ha i requisiti.  Ho solo lodato l’iniziativa del direttore del Cam, Manfredi, per far parlare del suo museo». E ancora: «Nel suo conformismo, misura il suo merito non sulla realtà ma sui dati dei social. Non potendo misurarsi, lei piccola e brutta, con Vittoria Risi, si nasconde dietro i “portali di settore”. Non le interessa la vita, ma le visualizzazioni».

Il Rinascimento e… i pom**ni!

Naturalmente, prosegue Sgarbi, la Nappi «annaspa, nel tentativo di distinguere la sua inconsistente e pedestre proposta dal manifesto estetico e politico della Abramovich. Dalla sua cattedra sull’anello del cesso e dai suoi titoli in fellatio ci spiega cos’è il Rinascimento, mostrando una cupa ignoranza. Il Rinascimento non è “essenzialmente platonico”, è “anche” platonico. Come fanno gli ignoranti, si riempie la bocca di nomi. Ha bisogno di citare Kantor e Leibniz, mai letti». E poi la bordata finale: «Provi a parlare come fa i pom**ni. E dica al suo ghostwriter che, diversamente da lei, che nessuno conosce e non conosce nessuno, io ho frequentato Borges e ne sono stato amico. Borges si sarebbe compiaciuto di essere cieco per non vederla».

Elena Sempione

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