Un capolavoro assoluto. In un’epoca di film e serie tv con vichinghi hipster, shieldmaiden lgbt e neopagani hippie, Robert Eggers non sforna solo un film con un’accuratezza storica di livello accademico. The Northman è una vera e propria «opera», intesa nel significato magico del termine. È un esperimento spirituale per distinguere chi riesce ad avvertire le forze ancestrali che vengono evocate dal primo minuto e chi invece non ha spirito.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di giugno 2022

La storia del principe Hamlet – la saga nordica da cui Shakespeare attinse per la sua tragedia – è solo l’espediente narrativo. Il film è un atto che racchiude tutto il senso del mito norreno. Dalla scena iniziale in cui con voce rituale viene evocato Odino, Padre del Tutto, fino alla meravigliosa, epica scena finale, tutto il film è pervaso da una forza sciamanica che rende partecipe lo spettatore di un’esperienza mistica.

The Northman e il mito di Amleto

Il termine «sciamanico» non è usato a caso. Lo sciamanesimo norreno è protagonista del film e segue Hamlet dalla sua iniziazione da principe – grazie alla quale può visualizzare l’albero sacro della stirpe e degli antenati, e interiorizzarlo fino a poter vedere il destino della sua discendenza – al rituale che lo trasforma in una belva insieme ai berserkir e agli ulfhedhnar – lui sarà tutti e due e prenderà infatti il nome di Bjornulf, orso lupo – dalle visioni che lo porteranno a vedere le Norne, a seguire animali-guida e a poterli comandare, a combattere con le ombre degli inferi per poterne ghermire la conoscenza e il potere, fino alla visione dei nove mondi, poiché l’albero della stirpe riflette Yggradsil nel momento in cui il proprio microcosmo si apre al macrocosmo.

Intanto il principe Hamlet, nel suo percorso di guerra e vendetta, svela i misteri cosmici: la guerra tra i celesti Aesir e gli ctoni Vanir, attuata nello scontro tra la sua discendenza dal re corvo di stirpe odinica e lo zio fedele a Freyr e ai riti sessuali; la riconciliazione tra cielo e terra, nel suo rapporto con la «strega della terra» Olga, fanciulla delle foreste di betulle del Rus; il viaggio a Helheim per poter giungere al Valhalla, viaggio possibile solo con la vittoria sulle ombre e con il dominio sulla loro oscura sapienza; soprattutto il mistero più arcano di tutti, quello runico, poiché nelle rune che compongono il nome della spada del destino vi è tutto il senso del cammino di Hamlet: il viaggio, il dono sacrificale di sé, lo scambio con i numi, la potenza, la morte iniziatica, la dimensione infera e l’illuminazione.

Innescando il contatto con le più antiche forze della tradizione europea, The Northman riafferma inoltre tutta…

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