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Castiglione del Lago, 26 dic – Don Paolo, parroco di Castiglione del Lago, è un prete all’antica e non vede di buon occhio i film a tematica Lgbt che, oltretutto, interpretano in chiave positiva la famiglia “arcobaleno” e ha protestato per far rimuovere le locandine del nuovo film del regista turco Ferzan Ozpetek.

La parrocchia fa cinema

Don Paolo, o per meglio dire la sua parrocchia, hanno in piedi un accordo con il comune di Castiglione del Lago. La parrocchia, infatti, è proprietaria del teatro Casa del Giovane dove attualmente c’è una sala cinematografica. Si è arrivati a questo punto di incontro per far sì che andasse avanti la stagione cinematografica, dato che al momento il cinema Caporali, il principale del centro umbro, è inagibile e sta subendo lavori di ristrutturazione. “Noi come gestori concorriamo alle spese di allestimento mettendo l’attrezzatura di nostra proprietà” aveva dichiarato Piero Sacco, presidente di Lagodarte.

Contro la moralità

A quanto pare, in tale accordo è contemplato che non vengano proiettati film che possano andare contro la moralità della Chiesa. E, a quanto pare, don Paolo è uomo di parola perché non appena ha saputo la trama del film La Dea Fortuna si è opposto alla proiezione nel suo teatro. Attualmente, il film è in programmazione ma sono state, per volere del parroco, rimosse le locandine.

“Gay possono essere genitori”

Nel film La Dea Fortuna, la coppia omosessuale (Edoardo Leo e Stefano Accorsi) deve accogliere ad un certo punto due bambini, figli di Jasmine Trinca e allora i due uomini iniziano ad interrogarsi sull’opportunità di avere figli o meno – o, piuttosto, di farsene fare uno su “misura” da qualche utero in affitto. «Quelle dei connubi senza figli che si domandano se averli non rappresenti un attentato alla loro libertà e quelle che i figli invece li hanno e magari non si sono saputi trattenere dal litigare davanti a loro. Subliminalmente, senza armare tesi o manifesti sul tema, il film parla sicuramente anche della possibilità per i gay di essere genitori ha dichiarato Accorsi.

Ozpetek: “Avrei voluto figlio, ma la natura …”

Ozpetek ha rilasciato un’intervista a La Repubblica per promuovere il suo film Avrei voluto un figlio con Simone ma la natura lo impedisce” dice il regista turco parlando della propria situazione familiare. “E non volevo mettere in mezzo nessun altro o far crescere un bambino senza madre”. “Non è una critica all’utero in affitto” accorre a dire Ozpetek “le leggi devono essere per la felicità e la libertà di scelta delle persone. Ma non voglio togliere di mezzo la figura femminile, per me è la colonna portante della vita e della crescita” dichiara.

Le critiche della comunità Lgbt

Dopo questa intervista numerosi siti internet a “vocazione” Lgbt se le sono fatte girare, accusando Ozpetek di tenere il piede in due scarpe. Quando, magari, parlando della sua vita privata il regista turco stava esprimendo la sua personale visione della vita familiare. Non appena la notizia è stata riportata da testate che hanno altre “opinioni”, però, il mondo Lgbt è corso ad accusare il globo terracqueo di aver interpretato in maniera capziosa le parole di Ozpetek. Un oscurantismo al colore di arcobaleno, in pratica.

Ilaria Paoletti

6 Commenti

  1. GRANDE Don Paolo ! allora è rimasto qualche Cattolico .

    Salva la mia chiesa che va in rovina ….. detto da DIO a Francesco ,
    NON il gesuita , quello di Assisi .

    • Senta.. só che è spaventato da tutte queste cose nuove ma.. vede.. non deve per forza rompere il cazzo a Gesù perché lei è un Omofobo di merda.. buona giornata 😀

  2. Una domandina ….
    ma , in Turchia , non è un reato essere Froci ???? come in TUTTI i paesi Islamici ……
    rimandiamogli FrochFetec . Viene quà , poi magari parla male degli italiani frociofobi come
    tutta la sua SINISTRA gang !!!!!

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