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Roma, 6 giu – Il più amato è stato licenziato. Ennesimo, ma forse non ultimo, fallimento di Mario Balotelli. C’è infatti sempre tempo per ricascarci, ammesso che qualcuno sul serio gli concederà adesso un’altra possibilità. Un attaccante che prometteva faville, a lungo coccolato dai media, esaltato fino al parossismo, sovente giustificato di fronte a bischerate ingiustificabili. Promosso a stella prima che diventasse semplicemente un discreto calciatore. Ora Balotelli è stato cacciato anche dal Brescia, ovvero da una società che ha provato a credere in lui quando ormai nessuno si fidava più.

Mollato da tutti e licenziato per giusta causa

Emblematiche le parole del tecnico Diego Lopez, che finora aveva tentato in tutti i modi di salvare il salvabile, tentando l’impresa improba di rilanciare l’attaccante: “Nella vita contano i fatti, non le parole. Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo o che scriviamo. La verità qui è una sola: la squadra ha preso una strada, Mario un’altra”, ha dichiarato Lopez. L’allenatore uruguaiano ammette di aver perso la scommessa, ma può consolarsi visto che nessuno l’aveva vinta prima di lui. “Pensavo che giocando nella sua città potesse dare tanto – ha detto Lopez al Corriere della Sera – aveva tanto da dare, ma doveva fare di più, molto di più. I fatti sono questi. Quindi è normale che io sia deluso. Per Mario mi sono speso molto, ma da lui pretendevo altrettanto. Cosa non ha funzionato? Io credo che ognuno sia padrone del proprio destino, ma non a parole. Con i gesti”.

Già, alla fine il club di Massimo Cellino si è stufato e ha deciso di mollare Balotelli senza troppo girarci intorno: con una lettera inviata al giocatore in cui si definisce la rescissione unilaterale del contratto. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma forse non era necessaria, è stata l‘ultima pensata di Balotelli: presentare un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite che avrebbe dovuto giustificare la sua mancata presenza agli ultimi allenamenti. Una mossa che non solo non è servita, è pure piaciuta poco alla società. Così il Brescia ha optato per chiedere il licenziamento per “giusta causa”, imputando a Balotelli assenze immotivate dagli allenamenti di fine maggio e un atteggiamento palesemente negligente durante il primo periodo di lockdown, in cui avrebbe dovuto lavorare da casa.

Alessandro Della Guglia

5 Commenti

  1. Grande talento dal punto di vista fisico …. ma NON supportato dal cervello
    (non pervenuto)
    Ha giocato nella migliore INTER di sempre … senza combinare NULLA !

    Con 4 compagni di squadra più SCURI di lui ed apprezzati , UNICO ha rotto i coglioni per il razzismo ….

    Se fai lo stronzo coi compagni …. col cazzo che ricevi passaggi “puliti” …
    DOVRESTI averlo capito ormai ….

    UNICO giocatore al mondo ODIATO dai compagni di squadra e dai SUOI
    tifosi …. ormai sul “viale del tramonto” , ci romperà ancora le palle col fatto che è NEGRO …. ora poi col bongo floid …. la boldrini ,
    che NON CAPISCE UN CAZZO DI CALCIO , s’inginocchierà .

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