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Roma, 16 gen – E’ rigore e fermi tutti, nessuno si azzardi a sottrarre la palla al bomber. Dagli undici metri calcia sempre e solo lui. Ma il goleador della squadra non è l’attaccante, è il portiere. Perché quel portiere dal dischetto è una sentenza. Si chiama José Luis Chilavert, un nome che per tutti gli appassionati di calcio è semplicemente una leggenda. E lo è soprattutto in Paraguay, dove “El Bulldog” è nato e cresciuto, diventando prima estremo difensore della sua nazionale e adesso attaccante della sua nazione.

Chilavert sogna l’ultimo gol

Sì perché Chilavert ha da tempo appeso le scarpe al chiodo ma è sempre pronto a scendere in campo, dando tutto nel terreno più ostico: quello politico. “Orgoglioso di essere paraguaiano”. E’ quanto si legge nel volantino con cui ha lanciato la sua campagna elettorale nel Paese sudamericano. Lo slogan “Chila Presidente 2023” impazza sui social tra gli utenti paraguaiani da dicembre, ovvero da quando Chilavert ha annunciato la sua candidatura alla presidenza del Paraguay.

Diventato un mito per la sua straordinaria capacità di calciare punizioni e rigori, a tal punto da aver segnato nella sua carriera 62 reti – 54 nei club e 8 in nazionale, più di Rogerio Ceni adesso il Chila intende scrivere un’altra pagina di storia. Certo, più facile a dirsi che a farsi, ma tutto si può pensare tranne che l’ex portiere paraguaiano abbia paura di affrontare una sfida così proibitiva. La sua biografia sta lì a dimostrarlo e dovrebbe in qualche modo persuadere chiunque a credere nel miracolo.

Un portiere all’attacco del potere politico

Nato a Luque, cittadina a circa 15 km dalla capitale del Paraguay Asunción, Chilavert è cresciuto in una condizione di assoluta povertà. Quando aveva appena 5 anni aiutava la famiglia a mungere le mucche, vendendo latte nel sobborgo rurale di Nu Guazù. Soltanto a 7 anni ha potuto calzare il primo paio di scarpe. Proprio quell’infanzia durissima ne ha forgiato il carattere. Determinato, impetuoso, rissoso, indomabile e inafferrabile esattamente come i suoi calci da fermo. Chilavert tirava e si tuffava con un impeto che soltanto un corsaro senza speranza può possedere.

Sarà quell’abilità innata e al contempo modellata negli anni più duri della sua vita, unita all’ovvio talento, che lo porterà al successo calcistico. Dodici trofei vinti con le proprie squadre, eletto per ben tre volte miglior portiere del mondo dalla IFFHS (la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio), calciatore sudamericano dell’anno nel 1996 e una Coppa Intercontinentale alzata al cielo nel 1994 col Velez Sarsfield, sbaragliando nella finale di Tokyo il favoritissimo Milan di Fabio Capello.

Ora Chilavert dovrà vedersela con i due colossi inossidabili della politica paraguaiana, il Partito Colorado (destra) e il Partito Liberale Radicale Autentico (sinistra). Una scalata alla presidenza al limite del possibile, considerato che affronterà due compagini che controllano il potere in Paraguay da decenni. Eppure… visto mai che al Chila capiti di calciare una punizione in zona Cesarini.

Eugenio Palazzini

 

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