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Roma, 17 mar – Lo aveva annunciato la Gazzetta dello Sport: secondo indiscrezioni filtrate, “L’opzione più probabile è il sacrificio dell’Euro2020, spostato in altra data”, e così è stato. Dopo i campionati e le Coppe, ora slitta, per l’emergenza coronavirus, anche il Campionato europeo di calcio 2020.
La decisione, anticipata dalla Federazione norvegese, arriva oggi dalla Uefa al termine di una riunone-fiume con tutte le Federazioni, le varie Leghe, i club e le rappresentanze dei calciatori. Coppe, Champions ed Europa League, avranno la priorità e saranno portate a chiusura tra maggio e giugno, emergenza coronavirus permettendo, cioè se la situazione europea tornerà alla normalità entro e non oltre i prossimi due mesi.

La riunione, che si è svolta rigorosamente in videoconferenza, è iniziata alle 10 del mattino e finita poco dopo mezzogiorno: tra i partecipanti la Uefa, l’Eca (l’associazione dei club presieduta da Andrea Agnelli), le Leghe (per l’Italia c’era De Siervo, a rappresentare la Lega Serie A) e il sindacato dei giocatori.

La decisione è stata anticipata dalla Norges Fotballforbund, che ha anche comunicato le date di inizio e fine del torneo: si partirà l’11 giugno 2021 e la finale si disputerà l’11 luglio. Manca solo il voto di ratifica e il comunicato ufficiale.
Al centro della riunione, le questioni economiche: lo slittamento di Euro2020 farà perdere una cifra che si attesta intorno ai 300 milioni di euro: una perdita a cui i club, le Leghe e le varie Federazioni saranno chiamati a contribuire versando la propria parte. Vi è poi anche la questione dei contratti, la cui scadenza è fissata per giugno, ma che potrebbero diventare un problema se la gravità dell’epidemia non consentisse lo svolgimento di campionati e le coppe che subirebbero quindi uno slittamento fino a estate inoltrata. Su questo ci sarà ancora tempo per discutere.

Aldo Milesi

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