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Torres e Simeone quando erano compagni di squadra
Torres e Simeone quando erano compagni di squadra

Madrid, 16 gen – Dopo le esperienze opache al Chelsea e al Milan in molti lo davano per bollito e quasi nessuno avrebbero scommesso su una sua rinascita sportiva; invece Fernando Torres è tornato. La doppietta di ieri al Real Madrid forse ha restituito al calcio uno degli attaccanti più forti e vincenti degli ultimi anni.

Al Bernabeu sembra essere tornato il Torres dei tempi del Liverpool: dopo appena un minuto sfrutta l’assist di Griezmann e porta in vantaggio i Colchoneros; in avvio di ripresa, dopo il pareggio del Real, sempre assistito dal francese deposita in rete il 2-1 eludendo al meglio la marcatura di Pepe. Il solito Ronaldo pareggia i conti ma non basta alle merengues, il turno di Copa del Rey lo passa l’Atletico.

Gran parte del merito di questa resurrezione, sempre se resurrezione sarà, va dato indubbiamente al Cholo Simeone. È lui che ha spinto per il ritorno di Torres, nello scambio di prestiti che ha portato Cerci al Milan; e non è il primo giocatore che ha fatto male in serie A per esplodere poi nelle mani dell’allenatore argentino: Thiago alla Juventus è stato poco più di una meteora, non è mai riuscito a inserirsi nei meccanismi di gioco e sembrava avere un passo inadatto ai campionati maggiori, con Simeone si è trasformato ed è diventato un perno fondamentale del centrocampo dell’Atletico Madrid. Anche Siqueria da noi non ha avuto molta fortuna, né all’Udinese né alla Lazio era riuscito a dimostrare in pieno il giocatore che sta dimostrando di essere in Spagna.

Il “fattore Cholo” quindi conta eccome, strano che nessuno abbia pensato a lui quando c’era da assegnare il titolo di miglior allenatore: con una squadra di ottimi giocatori ma senza fenomeni è riuscito la passata stagione a vincere una Liga contro i mostri sacri del Real e del Barcelona e ad arrivare in finale di Champions. Forse un po’ più di Loew che ha vinto un mondiale con una corazzata stratosferica…

Rolando Mancini

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