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vanessa e gretaRoma, 16 gen – Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono in Italia. Il loro aereo, un Falcon dell’Aeronautica militare, è atterrato alle 4 di mattina all’aeroporto di Ciampino. Ad accoglierle sulla pista, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Entrambe le ragazze indossavano giubbotti scuri con il cappuccio tirato sul capo, pantaloni neri e scarpe da ginnastica bianche e rosse.

Dopo l’incontro con i parenti e una visita medica, in giornata saranno sentite dalla Procura di Roma che ha aperto un inchiesta sul loro rapimento. Le due giovani erano state rapite il 31 luglio del 2014 nel nord della Siria, fra Aleppo e Idlib. Il 31 dicembre era stato diffuso un video in cui le due ragazze, vestite con un chador nero, chiedevano aiuto dal governo italiano e dicevano di rischiare di essere uccise.

Ma prima della loro liberazione sarebbe circolato, in forma riservata, un altro video, contenente le prove che le ragazze fossero ancora vive. Poi, probabilmente, il pagamento di un riscatto, anche se il governo nega. Fonti siriane parlano di 12 milioni di euro, ma la cifra potrebbe essere inferiore.

Vanessa e Greta dovranno ora chiarire un po’ di cose: quali fossero esattamente i loro legami con le opposizioni armate ad Assad, chi di preciso le abbia rapite, quanti gruppi si siano avvicendati nella ruolo di carcerieri.

Si parla anche del coinvolgimento di gruppi di natura più prettamente delinquenziale, ma inizialmente il sequestro sarebbe stato organizzato dal “Free Syrian Army”, l’esercito di liberazione della Siria, mentre nelle fasi successive sembra certo il ruolo quanto meno di “supervisione” di Jabat al-Nusra, cioè sostanzialmente Al Qaeda in Siria, che nella competizione interna con l’Isis potrebbe aver sfruttato la vicenda per acquisire importanza.

Intanto su Twitter, un profilo difficilmente controllabile che si spaccia per vicino all’Isis attacca “questi cani del fronte al-Nusra che rilasciano le donne crociate italiane e uccidono i simpatizzanti dello Stato Islamico”. Tutte cose su cui forse potranno far luce Vanessa e Greta. Sempre che la possibilità di fornire elementi per combattere gli islamisti in Siria, forse finanziati con milioni di euro dallo Stato italiano a causa loro, non disturbi le loro coscienze democratiche e anti-assadiste.

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