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Roma, 23 ago – A neanche un mese dalla ripresa della stagione ciclistica internazionale, stravolta a causa della pandemia mondiale, sono già individuabili i corridori che potrebbero segnare questo anomalo 2020. Stagione che si era bruscamente interrotta con la Parigi-Nizza delle polemiche, ricordata non tanto per la vittoria di Schachmann, quanto piuttosto per la mancata interruzione della corsa nonostante l’aumento esponenziale dei casi di coronavirus in Francia.

Le prima gare della stagione ciclistica 2020

Riprese le attività col Tour de Pologne, vinto dal giovane fenomeno belga Remco Evenepoel, la prima corsa di rilievo, dunque, è senza dubbio la Strade Bianche con arrivo a Piazza del Campo di Siena, vinta dal belga Wout Van Aert del Team Jumbo, davanti ad un ottimo Davide Formolo. Da segnalare quarto Alberto Bettiol e Vincenzo Nibali che fora due volte, prima di cadere e ritirarsi. Si è poi svolta la Milano-Sanremo, la prima Classica Monumento della stagione, che ha visto trionfare sempre Van Aert, davanti al campione uscente Alaphilippe, entrambi protagonisti di un attacco sul Poggio assieme a Nibali, che poi ha ceduto il passo.

Si sono poi tenute corse storiche come il Gran Piemonte e il Gran Trittico Lombardo (che racchiudeva la Tre Valli Varesine, la Coppa Agostoni e la Coppa Bernocchi), vinte rispettivamente dal neozelandese George Bennett, del solito Team Jumbo, davanti a Diego Ulissi, e da Gorka Izagirre, del Team Astana, davanti al compagno di squadra Aranburu.

Veniamo così al Giro del Delfinato: lo sloveno Primož Roglič, il più in forma tra tutti, appartenente al già citato Team Jumbo, sembrava destinato al dominio, prima che una caduta alla fine della penultima tappa lo costringesse al ritiro. Corsa dunque andata al giovane colombiano Martinez (EF Pro Cycling). Da segnalare una vittoria di Formolo nella terza tappa.

Per Ferragosto si è poi svolto il Giro di Lombardia, da ricordare per la spaventosa caduta di Evenepoel, che ha incocciato contro un muretto ed è finito giù da un ponte. Fortunatamente per lui “solo” una frattura del bacino. La classica è stata vinta di forza dal danese Jakob Fuglsang (Team Astana) davanti a Bennett e Vlasov. Ai piedi del podio il trio della Trek – nell’ordine Mollema, Ciccone e Nibali – che hanno gestito male le forze e la tattica nel momento decisivo. Verso il finire della corsa, una signora ha avuto la brillante idea di entrare con la macchina nel percorso di gara, causando la caduta del malcapitato Schachmann (nulla di grave).

Iniziano i grandi giri

Per quanto riguarda i grandi giri che rappresentano il clou della stagione ciclistica, ricordiamo che si terranno il Tour de France dal 29 agosto al 20 settembre, il Giro d’Italia dal 3 al 25 ottobre e la Vuelta a España dal 20 ottobre all’8 novembre. Per quanto riguarda invece le altre classiche il 4 ottobre si terrà la Liegi-Bastogne-Liegi, il 18 ottobre il Giro delle Fiandre e una settimana dopo la Parigi-Roubaix.

Il Tour de France che si apre con la notizia, sicuramente destinata a far discutere, dell’introduzione della presenza di un uomo alle premiazioni al posto di una delle miss, al fine di combattere il sessismo ed ogni altra fantomatica discriminazione di genere. Venendo alle questioni serie, fa rumore il rischio dell’esclusione della squadra francese AG2R a causa di casi di coronavirus tra i ciclisti. Inoltre il Team Ineos, tutt’altro che in forma – ma comunque pronti a smentire tutti nei momenti decisivi – rinuncerà al grandissimo Chris Froome (indirizzato alla Vuelta) e Geraint Thomas (farà il Giro), puntando sul vincitore del 2019 Egan Bernal e su Richard Carapaz, vincitore del Giro 2019. Da valutare i vari Doumolin, Buchmann, Quintana, Landa, Pinot e Pogačar. Favorito numero uno sicuramente Roglič, mentre per i nostri portacolori confidiamo successi di tappa con Viviani, Aru, Formolo e Trentin su tutti.

Manuel Radaelli

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