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Roma, 12 lug – E così crollò il mito del calcio inglese. Non quello giocato, intendiamoci. Quello ha comunque un suo fascino, una sua storia, una sua importanza. Merita rispetto a prescindere dal fatto che da italiani siamo orgogliosi del nostro, di calcio. A crollare è il mito costruito negli ultimi anni, fuori dall’Inghilterra forse più che in Inghilterra. Assemblato con mielosi mattoncini denominati fair play, stadi per famiglie, multietnicità, rispetto per l’altro da sé. E’ bastata una serata per dimostrare che era tutto farlocco.



Altro che fair play: calcio inglese alla frutta

E non venite a dirci che è stata semplicemente una caduta di stile dovuta alla sconfitta. Sì perché abbiamo la sensazione che qualcuno proverà se non a giustificare quantomeno a non dare troppa importanza a determinati gesti deprecabili. Si dirà che gli inglesi erano frustrati per la sconfitta patita, convinti com’erano di vincere l’Europeo di calcio in casa, nell’inespugnabile tempio di Wembley. Non è affatto così, perché ben prima di perdere sul campo, gli inglesi hanno perso miseramente sugli spalti fischiando l’inno nazionale italiano. Dimostrazione plastica di vigliacca stupidità, nonostante gli appelli del ct Southgate, del premier Johnson e dell’ex calciatore inglese Lineker. Fischiare l’inno di Mameli, ma più in generale fischiare un qualunque inno di una nazione, è semplicemente deprecabile. Eppure gli inglesi, proprio gli inglesi celebrati da omnia media per aver inventato il fair play, lo hanno fatto.

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Il modello del calcio inglese non esiste

Poi, come se non bastasse, hanno insultato i tre loro calciatori che hanno fallito il calcio di rigore: Rashford, Sancho e Saka. Si parla di insulti razzisti, proprio da chi vorrebbe insegnarci i valori della multietnicità eletta a insindacabile emblema di superiorità.

Leggi anche: L’Italia liquida l’Inghilterra. Com’era la storia della superiorità multietnica?

“Questa squadra inglese merita di essere lodata, non insultata sui social media. I responsabili di questi terrificanti insulti razzisti dovrebbero vergognarsi”, scrive Boris Johnson su Twitter. La figuraccia l’ha fatta però anche i calciatori inglesi in campo, sfilandosi le medaglie dal collo durante la premiazione. 

Ma non è tutto, perché alcuni tifosi inglesi non si sarebbero accontentati degli insulti. Dandosi, pare, anche alla caccia al tifoso straniero. Almeno 49 arresti e 19 agenti di polizia feriti, riportano i media britannici. Anche il modello degli stadi inglesi annientato, dunque. Nulla di tutto questo è successo a Budapest, ad esempio. Eppure la stampa internazionale osannava lo stile british, gettando fango sugli ungheresi razzisti. Ecco a voi “l’esempio” dei buoni, il mitico calcio inglese.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Dai non facciamo i sensibili, gli sfotto allo stadio compreso mancanze di rispetto non violente si possono tollerare allo stadio… dai su su non facciamo i sensibiloni… meno tastiere e piu stadi

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