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Roma, 26 giu – Si terranno questa sera gli ottavi di finale degli europei di calcio. La nazionale italiana sarà impegnata nella sfida contro l’Austria, avversario che è tra le positive rivelazioni della competizione ma di certo abbordabile per la nostra squadra. Non possiamo non augurarci che il cammino dei nostri beniamini proceda spedito, convinti della coesione del nostro gruppo e della qualità della rosa e del commissario tecnico. Oltre alla parentesi da tifosi, possiamo tuttavia analizzare ed osservare ciò che il cammino della nazionale ad Euro2020 sta rappresentando e producendo.



In primis, un positivo fattore sviluppato è quello unitario. Gli italiani sono portatori di sentimenti campanilistici che sfociano in astio territoriale, basato in particolar modo su motivazioni storiche. Vedere un popolo coeso ed unito nella passione attorno ad una squadra, con la speranza di rinascita dopo il complesso periodo trascorso, è emozionante. Anche in ragione di ciò, la scelta di non inginocchiarsi e restare distante dalle iniziative liberal (se confermata rispetto alle indiscrezioni) sarà da valutare come un vero gesto patriottico.

Dall’Italia delle tradizioni alla nazionale

Al di là di come andrà, è comunque da ammirare la semplicità e la purezza d’animo con cui il nostro popolo rende empatiche e simbiotiche iniziative che potrebbero apparire settoriali. Già, perché l’emozione ed il sentimento patriottico non riguardano solo gli amanti del gioco del calcio. Anzi, esso si dimostra nuovamente un forte collante sociale, capace di trasmettere patos e gioie anche tra territori della penisola molto differenti tra loro. L’Italia delle tradizioni e delle sfumature interne si fonde in un raggio emozionale comune, frutto di speranza e voglia di vivere. La diffidenza sociale, lo spirito delatorio e l’inspiegabile bisogno di annullare il trasporto umano di questi tempi appare superato.

Il tempo a nostra disposizione resta la cosa più preziosa che abbiamo: cogliere l’opportunità su cui innalzare una prospettiva sociale futura è il nostro compito più importante. Per giungere a ciò servono l’unità nazionale e la voglia di condivisione del proprio spirito. Necessità che anche una semplice nazionale di calcio si sta dimostrando in grado di regalare.

Tommaso Alessandro De Filippo



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