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griezmannMarsiglia, 8 lug – La partita di ieri è stata storica per la Francia, la vittoria sulla Germania è uno scoglio che i transalpini non superavano in un grande torneo internazionale da più di mezzo secolo. Una piccola soddisfazione anche per i molti italiani presenti ieri a Marsiglia che attendevano solo una vendetta morale per la partita di sabato scorso, vendetta amara visto che l’Italia aveva tutte le carte in regola per arrivare almeno in semifinale.



La Germania domina per tutto il primo tempo ma, come Boateng durante la partita con gli azzurri, con un fallo di mano al ’46 da parte di Schweinsteiger per anticipare il colpo di testa di Evra, concede il rigore ai Bleus. A tirarlo è Griezmann che spiazza Neur facendo guadagnare alla squadra l’1-0. Nel secondo tempo i tedeschi premono, stabili nella trequarti avversaria, senza però produrre praticamente nulla. Il tempo scorre e il timore di non farcela a recuperare lo svantaggio per la Germania diventa paura concreta. Entra in campo Gotze, l’uomo che decise la finale mondiale 2014, Deschamps risponde con Kanté per Payet ma di nuovo, più delle mosse tattiche dei due ct, a decidere la partita è il gioco tedesco: tutta la difesa, da Kimmich a Mustafi, sbaglia il disimpegno, poi Neuer buca di presunzione l’uscita sul cross di Pogba e a porta aperta è di nuovo Griezmann a segnare il 2-0 che sancisce la vittoria francese.

I tedeschi provano a riparare ai due gol, Kimmich prova subito con un sinistro degno di nota, ma l’incrocio non perdona tutti gli errori della squadra. Poi le occasioni di Draxler, Mustafi, Howedes, persino il miracolo a tempo scaduto di Lloris. L’imbattibile Germania di Low è stata battuta da una squadra tanto pubblicizzata in nome della propaganda multietnica, ora per i Bleus resta il Portogallo, l’unico ostacolo verso la terza vittoria continentale.

Antonio Pellegrino



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