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Roma, 25 ott – Tao Geoghegan Hart ha vinto una pazzesca edizione numero 103 del Giro d’Italia. Il corridore britannico della Ineos-Grenadiers è riuscito a prendersi la Maglia rosa di vincitore della classifica generale in piazza Duomo a Milano, proprio grazie alla breve cronometro conclusiva di oggi, sfilandola a Jai Hindley che l’aveva conquistata solo nella giornata di ieri. Ma andiamo con ordine: si è ripartiti martedì con Joao Almeida (Deceuninck-Quick Step) in vetta alla generale, dopo che era riuscito a difendere la leadership per pochi secondi a termine della tappa di domenica con arrivo a Piancavallo (vinta proprio da Geoghegan Hart).

La giornata sul Passo dello Stelvio

La tappa di martedì, con arrivo a San Daniele del Friuli, regala una gioia allo sloveno Jan Tratnik (Bahrein-McLaren) che beffa Ben O’Connor dopo una lunga fuga. Il corridore australiano della NTT si rifà tuttavia il giorno seguente, nel tappone con arrivo a Madonna di Campiglio, dove i big decidono di non farsi male. O’Connor stacca tutti e vince in solitaria. La 18esima tappa prevede la partenza da Pinzolo e l’arrivo ai Laghi di Cancano, dopo aver affrontato la Cima Coppi del Giro d’Italia 2020, prevista appunto al gran premio della montagna del Passo dello Stelvio. Durante questa durissima ed interminabile ascesa, crolla la maglia rosa Almeida (con lui Nibali, Masnada, Majka), complice il lavoro di un incredibile Rohan Dennis che trascina il compagno Geoghegan Hart. Con i corridori della Ineos rimane solo Hindley (Team Sunweb), mentre il suo capitano – e Maglia rosa virtuale – Kelderman cede. Vince Hindley in volata su Hart, Kelderman invece è Maglia rosa per pochissimi secondi sui due.

Il giorno dopo, la tappa viene dimezzata tra le polemiche, poiché i corridori non vogliono affrontare una tappa di 250 chilometri tutti pianeggianti sotto la pioggia e col freddo. Alla fine ad Asti vince Josef Černý (CCC), con una fuga superlativa. Da segnalare l’esclusione del ciclista Matteo Spreafico, risultato positivo all’ostarina. Altra notizia clamorosa è lo stravolgimento della tappa di sabato, poiché a causa del coronavirus, la Francia ha deciso di non far passare la Corsa Rosa. Dunque via dal percorso il Colle dell’Agnello, il Monginevro e l’Izoard: si sale per tre volte verso Sestriere. Durante la seconda ascesa salutano tutti i soliti tre: Dennis, Hart ed Hindley. Kelderman gestisce la crisi, ma è sconsolato e dunque si limita a difendere il podio dagli attacchi di Bilbao ed Almeida. All’arrivo in volata, Geoghegan Hart restituisce ad Hindley la cortesia di due giorni prima e va a vincere. Per uno strano gioco di abbuoni, i due vanno a comandare la classifica generale, ma per centesimi è Hindley in maglia rosa.

Il Giro d’Italia si decide all’ultima tappa

Nella cronometro da Cernusco a Milano, dunque, i due si presentano appaiati in vetta alla classifica, ma Hindley paga la sua scarsa confidenza con le prove contro il tempo. La cronometro viene dominata, neanche a dirlo, da un mostruoso Filippo Ganna (quarto successo per il campione del mondo in carica) ed il suo compagno di squadra Hart può gioire per il suo primo successo in un Grande Giro. Successo incredibile, considerando il suo ruolo iniziale da gregario di Geraint Thomas, ritiratosi, e dopo aver perso oltre 3 minuti nelle prime tappe.

Per quanto riguarda le altre classifiche: il francese Arnaud Démare (Groupama-FDJ) vince la classifica a punti, il portoghese Ruben Guerreiro (EF Pro Cycling) vince la classifica scalatori (purtroppo Visconti abbandona il Giro a causa di una tendinite), mentre la maglia bianca di miglior giovane va al vincitore del Giro, Hart. Classifica a squadre nettamente vinta dalla Ineos. Traguardi volanti a Simon Pellaud, premio fuga a Matteo Bais, combattività a Thomas De Gendt.

La classifica generale del Giro d’Italia

1. Tao Geoghegan Hart (ING) in 85h40’21”
2. Jai Hindley (AUS) a 39″
3. Wilco Kelderman (OLA) a 1’29”
4. Joao Almeida (POR) a 2’57”
5. Pello Bilbao (SPA) a 3’09”
6. Jakob Fuglsang (DAN) a 7’02”
7. Vincenzo Nibali (ITA) a 8’15”
8. Patrick Konrad (AUT) a 8’42”
9. Fausto Masnada (ITA) a 9’57”
10. Hermann Pernsteiner (AUT) a 11’05”

Manuel Radaelli

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