Milano, 15 feb – La notizia ha ormai sconfinato dalla normale cronaca sportiva e sta facendo discutere molti italiani, anche chi è poco interessato al mondo del calcio. Stiamo parlando della decisione, presa dall’Inter, di togliere la fascia da capitano a Mauro Icardi. Una decisione inedita, dura, anzi durissima. Il forte centravanti argentino – corteggiato dai top club di tutta Europa – è stato degradato con ignominia perché non ritenuto, appunto, degno di rappresentare la Beneamata. Si tratta, probabilmente, di un caso senza precedenti. Dietro la decisione della società nerazzurra c’è – per chi non lo sapesse – la vicenda legata al rinnovo del contratto dell’ormai ex capitano dell’Inter. E a vestire i panni della dea della discordia ci ha pensato Wanda Nara, moglie e al tempo stesso procuratrice di Icardi.  

Una moglie sopra le righe

La tifoseria nerazzurra si è schierata apertamente con la dirigenza dell’Inter, ritenendo giusta la scelta di togliere la fascia da capitano a quel formidabile attaccante che tante volte ha portato sugli scudi. Una stima che Icardi, rapace d’area con pochi eguali al mondo, si era conquistato a suon di gol e prestazioni maiuscole. Eppure, società e tifosi non hanno affatto gradito il comportamento di Icardi e consorte negli ultimi mesi. È possibile che un capitano, peraltro di fronte a un preoccupante calo di rendimento, non si occupi d’altro che del proprio rinnovo di contratto, ossia pensi semplicemente a guadagnare più soldi? Ed è qui che si inserisce Wanda Nara. Scelta a sorpresa come procuratrice del marito, l’ex modella argentina si è reinventata in un mestiere che, evidentemente, non è il suo. Non si spiegherebbero altrimenti le continue dichiarazioni social, le comparsate in tv, i toni eccessivi, i pettegolezzi, l’ostentazione di una vita lussuosa e sopra le righe che, diciamolo, poco si confà alla condotta di uno sportivo professionista. Tutte cose che, ovviamente, un normale procuratore non si sognerebbe mai di fare.

Un pesce di nome Wanda

Beninteso, sono anni ormai che si dice che i procuratori sarebbero il «male del calcio». Ma sarà poi vero? I calciatori sono veramente le vittime inconsapevoli di perfidi squali alla spasmodica ricerca di denaro? Noi pensiamo di no. E qua poco ci importa delle discussioni infinite (e anche un po’ stucchevoli) sul «calcio di una volta» e la degenerazione del «calcio moderno». Questo dibattito lo lasciamo volentieri ai salotti bene e ai bar dello sport. Il punto è un altro: Icardi non è uno sprovveduto, e i gradi di capitano dell’Inter se li era guadagnati anche e soprattutto per il suo carattere forte, a volte sfacciato, ma comunque quello di chi non ha paura di niente e di nessuno.

Il ragazzo però, prossimo a compiere 26 anni, per troppe volte si è dimostrato succube di una donna più grande di lui (Wanda ne ha 32) e che ha tutti i requisiti per essere definita un’arrivista con evidenti manie di protagonismo. E così Icardi, che da capitano avrebbe dovuto tutelare squadra e spogliatoio, ha tollerato le intemperanze della moglie – di certo concordate tra i due – ed è rimasto in silenzio mentre Wanda minacciava in pubblico trasferimenti del marito, parlava dei problemi degli altri calciatori interisti, criticava le prestazioni dei compagni di squadra. Un comportamento inaudito che ha finito per indignare tutto lo spogliatoio interista, che non a caso ha salutato con favore il nuovo capitano, cioè il sobrio e silenzioso Handanovic.

Meglio il caffè

Il cicaleccio e la cupidigia, insomma, assurti a surrogati di gol e attaccamento alla maglia (e alla fascia da capitano di uno dei club più blasonati di Europa). Ma veramente il calcio è destinato a diventare preda delle Wanda Nara di turno? Di chi antepone il proprio tornaconto a tutti quei «valori» che hanno reso questo sport tanto popolare: passione, abnegazione, sacrificio? Ecco, ci si consenta questo consiglio forse poco elegante, di certo politicamente scorrettissimo, da dare a Wanda. Lasci stare il mestiere di procuratrice: non fa per lei. Torni piuttosto a fare il caffè. Sempre che ne sia in grado.   

Valerio Benedetti

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2 Commenti

  1. Mi sembra che il tira e molla sul contratto annuale sia sull’onesto importo di 7 milioni di euro netti -a stagione- offerti dalla società e 9 milioni dalla coppia Icardi – moglie.
    Direi che questo è il primo motivo che distrugge, o meglio ha distrutto il calcio, altro che le ciance della tizia che vuol fare la procuratrice del calciatore.

  2. Mi sembra un po’ ardito attribuire al genere femminile la rovina del calcio. Di procuratori maschi rapaci è pieno il calcio che già da anni ormai ha deragliato dal binario dello spettacolo atletico e tecnico per assecondare interessi televisivo-commerciali. L’emergere di avvenenti figure femminili ne è solo la naturale conseguenza

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