Roma, 27 nov – Inchiesta plusvalenze, è caos in casa bianconera. Il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici sono indagati per falso in bilancio. Oltre a loro, sempre tra gli indagati, vi sono l’attuale Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer Stefano Bertola e l’ex dirigente finanziario Marco Re. Sei persone in tutto quindi. Ma ora cosa rischia la Juventus?

L’indagine della procura 

L’indagine della Procura di Torino, denominata “Prisma”, ha avuto avvio a maggio scorso. Sotto osservazione degli inquirenti vi sono in particolare i bilanci societari della Juve approvati dal 2019 al 2021, in particolare relativi alle compravendite di diritti alle prestazioni sportive dei giocatori e alla regolare formazione dei bilanci. “Allo stato, le attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti del vertice societario e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva”, scrive la Procura di Torino in una nota. “Al vaglio vi sono diverse operazioni di trasferimento di giocatori professionisti e le prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle relative intermediazioni”, si legge ancora nella nota. “È altresì ipotizzato a carico della società il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto qualora una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di taluni specifici illeciti”.

Gli affari sospetti

Come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport: “La procura di Torino ha aperto un fascicolo dopo che la Consob aveva avviato una verifica ispettiva nello scorso luglio e dopo la relazione della Covisoc che aveva portato la procura federale ad aprire un fascicolo. Secondo la Covisoc era necessario approfondire alcuni casi legati a operazioni di plusvalenze, in particolare quella relativa allo scambio Pjanic-Arthur. Adesso la Juventus è indagata anche penalmente. Si tratterebbe di movimenti di circa 50 milioni di euro”. Pare che gli affari sospetti siano in tutto quattro: la cessione di Miralem Pjanic al Barcellona per 60 milioni, l’acquisto di Pereira Da Silva per 8 milioni, di Arthur per 72 milioni e di Marques per 8,2 milioni.

Cosa rischia la Juventus

Ora, se guardiamo ai codici sportivi, la Juventus molto probabilmente rischia una pesante sanzione oppure una lieve penalizzazione. C’è però da capire ancora se altri elementi si aggiungeranno dal punto di vista dell’indagine penale. Difatti solitamente la giustizia sportiva, prima di pronunciarsi e quindi procedere in un senso o nell’altro, attende gli esiti delle indagine ordinarie. In questo caso la Figc potrebbe però muoversi anche in autonomia considerando che era a conoscenza della situazione.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Rammento ancora le parole di un “maestro”: i bilanci bisogna saperli leggere e quelli delle banche non ci riescono! Un po’ provocatoriamente…, non è che manchino giudici nelle banche? Ci stanno troppo lontani.

  2. […] I due pm milanesi, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, assieme al procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, attualmente detengono il fascicolo sulle presunte irregolarità nei bilanci dell’Inter. Analizzati anche i conti del Milan, ma da quanto è stato riferito non sono emerse stranezze. L’indagine milanese segue così quella di Torino che riguarda la Juventus. […]

  3. […] I due pm milanesi, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, assieme al procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, attualmente detengono il fascicolo sulle presunte irregolarità nei bilanci dell’Inter. Analizzati anche i conti del Milan, ma da quanto è stato riferito non sono emerse stranezze. L’indagine milanese segue così quella di Torino che riguarda la Juventus. […]

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