Roma, 27 nov – In epoca di Covid risulta assai complesso navigare tra le informazioni, saper discernere le notizie, sondarne le fonti, confrontarle per poi offrire al lettore un resoconto onesto e trasparente, con il solo obiettivo di fornire strumenti per comprendere la realtà che ci circonda e la sua inusuale accelerazione.

Le strutture di quarantena Covid – già utilizzate in Australia per i cittadini che rientrano dall’estero[1] – risultano ancora oggi oggetto di speculazione di ogni tipo, molto spesso rasenti la fantasia e la paranoia, così che la lettura di queste strutture e della loro funzione possa immediatamente portare l’argomento verso il discredito, il dileggio e soprattutto la censura.

Prova ne è quanto sta accadendo in Australia in questi giorni, nazione di cui abbiamo già parlato recentemente in merito alle regole draconiane e orwelliane[2] per il contenimento dell’epidemia che hanno portato a numerosi disordini in tutte le più grandi città del paese.

In Australia i Covid positivi trasferiti dall’esercito nei campi di quarantena

E’ notizia recente che nel Northern Territory l’esercito australiano starebbe accompagnando i positivi al Covid presso la grande struttura di Howard Springs, a trecento chilometri da Darwin, dopo che ben nove nuovi casi sono stati identificati presso la comunità indigena di Binjari[3] che è stata immediatamente posta in regime di lockdown con la vicina comunità di Rockhole.

Sia in un recente video che ha raggiunto due milioni di visualizzazioni in poche ore[4], che in un post su Facebook che ribadisce implicitamente l’intento di perseguire una politica tesa ai “zero casi Covid” in Australia, Michael Gunner, chief minister del Northern Territory afferma che è altamente possibile un trasferimento dei residenti, sia positivi che sospetti positivi, presso le strutture di quarantena di Howard Springs[5]: “It’s highly likely that more residents will be transferred to Howard Springs today, either as positive cases or as close contacts[6]”.

Del trasferimento presso Howard Springs che nel suo libretto di benvenuto consiglia: “Invece di considerare questa quarantena come una “prigione”, prova a vederla come un momento per conoscere di nuovo te stesso, riflettere, disintossicare i media e così via[7]“, si occuperebbe l’esercito australiano[8].

Riportando nuovamente le parole del ministro Michael Gunner: “I contacted the Prime Minister last night. We are grateful for the support of about 20 ADF personnel, as well as army trucks to assist with the transfer of positive cases and close contacts – and to support the communities”.

Che le motivazioni siano legate alla difficoltà di tracciare e monitorare i residenti delle comunità indigene poco conta a derubricare il fatto, proprio perché le stesse motivazioni potrebbero essere addotte per chiunque e ovunque. Australia e Nuova Zelanda[9], il volto nuovo delle postdemocrazie.

Valerio Savioli


[1] https://www.washingtonpost.com/world/asia_pacific/australia-darwin-covid-quarantine/2021/05/21/f72bc0ac-ad1b-11eb-82c1-896aca955bb9_story.html

[2] https://www.reuters.com/world/asia-pacific/australias-two-largest-states-trial-facial-recognition-software-police-pandemic-2021-09-16/

[3] https://www.indigenous.gov.au/community/binjari

[4] https://twitter.com/BernieSpofforth/status/1462740215571918849?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1462740215571918849%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.zerohedge.com%2Fcovid-19%2Faustralian-army-begins-transferring-covid-positive-cases-contacts-quarantine-camps

[5] https://aecom.com/projects/manigurr-ma-village/

[6] https://www.facebook.com/TerritoryChief/posts/435285761296933

[7] https://www.washingtonpost.com/world/asia_pacific/australia-darwin-covid-quarantine/2021/05/21/f72bc0ac-ad1b-11eb-82c1-896aca955bb9_story.html

[8] https://www.theguardian.com/australia-news/2021/nov/21/nt-communities-of-binjari-and-rockhole-in-hard-lockdown-as-covid-outbreak-expected-to-worsen

[9] https://news.sky.com/story/covid-19-new-zealand-to-go-into-national-lockdown-for-three-days-over-single-covid-19-case-12383565

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1 commento

  1. La “pandemia” come un ritorno ad un dopoguerra dove i vincenti sono sempre gli stessi. In questo senso, l’ Australia è anche qui.

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