Roma, 11 dic – Che gli italiani lo facciano meglio degli altri è cosa risaputa. A ben vedere – spesso – lo fanno anche anticipando il resto del mondo. Con buona pace degli inglesi, i quali si vantano di aver fondato nel 1857 la squadra di football più antica del mondo (lo Sheffield FC), a Milano il calcio “arriva” cinquant’anni prima quando, nel 1807, viene inaugurato… il primo stadio.

L’anfiteatro napoleonico

Stiamo parlando dell’Arena Civica, oggi intitolata al giornalista sportivo Gianni Brera. Progettata – per volere di Napoleone – nel 1805 da Luigi Canonica, architetto e urbanista originario dell’attuale Svizzera italiana, nasce come anfiteatro ed è realizzata interamente in pietra viva, grazie all’utilizzo di materiale proveniente dal vicino Castello Sforzesco e da quello di Trezzo sull’Adda. Il ticinese si ispira al Circo di Massenzio e più in generale, sempre seguendo le direttive del generale còrso, alla tradizione imperiale romana.

Dalle naumachia al calcio

L’Arena Civica – di forma ellittica e con capienza originaria di 30mila persone – è aperta al pubblico davanti agli occhi del Bonaparte il 17 dicembre. Una grandiosa naumachia il primo spettacolo messo in scena. Polifunzionale già all’epoca (oltre alle battaglie navali è sede anche di corse con i cavalli, giochi pirotecnici e spettacoli circensi) da inizio ‘900 al suo interno si esibiscono invece gli sport moderni. In particolare ciclismo, atletica leggera e, appunto, il calcio.

Nonostante i danni subiti a causa dei bombardamenti alleati nel 1943 il solenne edificio ospita la fase finale di quello conosciuto come “scudetto di guerra”. Ad assegnare il titolo della Divisione Nazionale ‘44 un triangolare – disputato al termine dei gruppi regionali – tra Venezia, Torino e La Spezia. Saranno proprio i liguri ad aggiudicarsi questo trofeo a lungo dimenticato e oggi celebrato con la toppa apposta permanentemente sulle maglie degli aquilotti.

Già salotto familiare per Ambrosiana (dal 1930) e Milan (pochi anni, a partire dal 1941), qualche giorno fa è tornata ad ospitare i 90 minuti settimanali dedicati all’arte pedatoria. Varo però sfortunato per i nuovi padroni di casa dell’Alcione, terza squadra del capoluogo meneghino, battuti a domicilio dal Rimini (0-2) in una gara valevole per il girone D della quarta serie.

La prima volta all’Arena Civica: Italia – Francia 6-2

Di tutt’altra importanza – non ce ne vogliano i tifosi orange e biancorossi – è però il battesimo calcistico del bicentenario impianto milanese. Il 15 maggio 1910 fa infatti il suo esordio assoluto la nazionale, nella partita organizzata contro la Francia. Fatta l’Italia (del pallone) ma non ancora le divise – scelta per l’occasione una neutralissima casacca bianca, l’azzurro “reale” comparirà solo l’anno successivo – un nutrito gruppo di spettatori, all’incirca 4mila assiste alla vittoria dei nostri. Un sonoro 6-2 grazie alle reti di Fantaccino Lana (tripletta, sua la prima segnatura), Fossati, Rizzi e Debernardi regola i transalpini. A dir poco insolito il premio partita: pacchetti di sigarette lanciati in campo al triplice fischio.

Uno storico incontro dal risultato propiziatorio – come ben sappiamo arriveranno con il passare degli anni quattro mondiali, due europei e un’olimpiade – per uno stadio che sintetizza da più di due secoli Roma, l’Italia e l’impero: la lunga avventura del calcio nostrano non poteva che partire da qui.

Marco Battistini

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