Roma, 26 mar – L’Old Firm, il derby calcistico che viene giocato a Glasgow tra Celtic e Rangers, non è solo una partita di calcio. E’ una sfida speciale che contrappone due club che da sempre dominano il campionato scozzese e la rivalità, oltre che sportiva, è anche religiosa. Il Rangers Football Club nasce nel 1872 per rappresentare la classe protestante del paese. Il Celtic Football Club, invece, nasce nel 1887 dall’idea di Fratello Walfrid, un frate che voleva creare un’organizzazione per sostenere i cattolici della città, molti dei quali erano immigrati irlandesi. Celtic contro Rangers, dunque. Ma anche The Bhoys contro Teddy Bears, bianco-verdi contro Royal Blue, cattolici contro protestanti, indipendentisti contro unionisti, Ira contro Regina Elisabetta, il quadrifoglio contro l’Union Jack britannico.

Botte da orbi

L’accesa rivalità sportiva e socio-politica tra le due tifoserie sfociò in violenza, fuori e dentro i campi da gioco. Sul rettangolo verde, non fanno più scalpore le numerose espulsioni o gli scambi da pugilato tra i giocatori, così come Old firm fa ormai rima con invasione di campo o scontri tra tifosi. Dagli scontri fra 42mila tifosi del 1933 alla finale di Scottish Cup del 1980, che registrò una rissa in campo tra 9mila tifosi (1 morto e 200 arresti), passando per la calca in tribuna del 1971 che portò a 66 morti che, sembra, essere nata da una rissa. Dal 1996 al 2003 si registrano ben 8 morti e centinaia di feriti.

Anche i giocatori divennero facili bersagli del fanatismo. Ricordiamo il provocatore Paul Gascoigne, allora giocatore dei Rangers, che durante l’esultanza per una rete si mise a suonare un flauto fittizio per mimare la sfilata annuale dei protestanti orangisti dell’Irlanda del Nord, ricevendo minacce di morte dall’Ira. Sull’altra sponda di Glasgow, l’ex capitano e allenatore Neil Lennon subì un aggressione da parte degli unionisti ai tempi del calcio giocato e da tecnico si vide recapitare un pacco bomba. Questi episodi portarono le autorità a numerosi interventi e la repressione comportò l’esclusione dei derby in notturna, l’interdizione dalla vendita di alcol all’interno degli stadi scozzesi (attivo dal 1980 e persistente tutt’ora) e il divieto, per entrambe le tifoserie, di sventolare le proprie bandiere o di intonare cori con connotati di settarismo, pena l’arresto.

L’Old firm ideologico

Nel 2014 il derby calcistico di Glasgow non vide la luce perché i Rangers, a causa del fallimento societario del 2012, si trovavano in seconda divisione. Si tenne però un Old firm ideologico, in quanto il 18 settembre di quell’anno gli scozzesi vennero chiamati alle urne per votare il referendum sull’indipendenza, quindi decidere se la Scozia dovesse diventare o meno uno Stato indipendente, attraverso una separazione dal Regno Unito. Le due tifoserie, naturalmente, avevano due visioni opposte. In due diverse partite, i Rangers idearono una coreografia che mostrava il vessillo scozzese e quello britannico e recava la scritta “18.09.14 – Vote NO”, mentre i tifosi del Celtic, al 18esimo minuto, mostrarono dei poster con scritto “Yes”. Per la cronaca, il referendum ha visto la vittoria del “No” con il 55,30% dei voti.

Curiosità

Al momento sono 427 i derby ufficiali giocati dalle due squadre con 167 vittorie dei Royal Blue e 160 per i Celtic. Il primo fu giocato il 28 Maggio 1888, vinsero i cattolici 5-2. I Rangers detengono il record mondiale di vittorie in campionati nazionali (54) e di trofei ufficiali (nazionali e internazionali, 116). Iniziarono a tesserare calciatori cattolici solo nel 1997 (gli italiani Lorenzo Amoruso e Gennaro Gattuso). Nel 1967 a Lisbona, il Celtic fu la prima squadra britannica ad aggiudicarsi la Coppa dei Campioni, a discapito dell’Inter di Helenio Herrera, e quei giocatori (passati alla storia come i Lisbon Lions) nacquero tutti entro 50 km da Glasgow.

Francesco Campa

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta