Roma, 9 dic – Scene da manicomio nel corso della partita del gruppo H di Champions League, disputata ieri sera a Parigi fra Paris Saint-Germain e Istanbul Basaksehir: alle 18:55, 13° minuto del primo tempo, il gioco è stato interrotto per un presunto «insulto razzista» (negru, «nero» in rumeno) del quarto uomo nei confronti di un assistente tecnico della squadra turca che si trovava in panchina.



«Insulto razzista» fa naufragare la partita di Champions

Dopo un alterco durato otto minuti, e non riuscendo in alcun modo a placare l’ira della presunta «parte lesa», all’arbitro delle due squadre non è rimasto altro che far sgomberare il campo. Protagonista dell’incredibile episodio è il rumeno Sebastian Coltescu. La «colpa» del quarto uomo sarebbe stata l’aver indicato all’arbitro un membro della panchina turca, il vice dell’allenatore turco Okan Buruk, onde espellerlo per eccessive proteste. Il suo nome è Achille Webo, assistente tecnico ed ex-calciatore camerunense. Coltescu avrebbe indicato il colpevole aggiungendo il termine jucatorul negru (giocatore nero) semplicemente per distinguerlo dalle altre persone sedute in panchina, che evidentemente avevano la pelle più chiara della sua.

Il litigio

Da qui all’accusa di «insulto razzista» il passo è stato fulmineo. L’aggettivo ha fatto imbestialire Webo, il quale si è alzato dalla panchina in direzione del quarto uomo inveendo e chiedendo «Quando parli con i ragazzi bianchi li chiami ragazzi, quando ti rivolgi ai ragazzi di colore usi il termine ‘ragazzi neri’? Perché? Perché?». Ne è nato un grosso alterco a cui hanno preso parte sia i giocatori del Basaksehir che quelli del PSG. Dopo svariati minuti di bagarre, all’arbitro non è rimasto altro che sospendere la partita al 24°. Respinta al mittente dal Basaksehir la proposta di sostituire Coltescu con il quinto uomo, l’italiano Mariani. In tarda serata è arrivata la decisione di far proseguire la partita stasera alle ore 18.55, dal minuto di gioco in cui era stata sospesa martedì, con un differente staff arbitrale.

La Uefa indaga ma la stampa ha già condannato

La Uefa ha immediatamente aperto un’inchiesta sulla vicenda. Una procedura quasi superflua dal momento che la stampa mainstream, i principali commentatori e il manipolo di intellò di turno si sono subito affrettati a pronunciare il verdetto di colpevolezza nei confronti di Coltescu, con relativa stigmatizzazione, messa sulla graticola e condanna del «razzismo». Il circo Black lives matter si è attivato immediatamente – anche se qui, spiegateci chi è morto.

Insulto razzista dove?

Basta peraltro consultare un dizionario di lingua rumena per sincerarsi del fatto che negru significa «nero» ed è quotidianamente usato per indicare il colore nero – o la sovrabbondanza melaninica, in questo caso. Quindi ne deduciamo che non va più bene nemmeno dire «nero»? E’ quella «g» di troppo che fa venire le palpitazioni alle beghine in salsa Black lives matter? I rumeni dovrebbero modificare il loro vocabolario per non far piangere il circo Uefa? E pensare che esistono persino una pagina Facebook e un canale Youtube, Un negru in Romania, gestite da un immigrato di origini africane e che descrivono «la vita di un nero in un Paese straniero» con molta autoironia. Quella che manca alla presunta «parte lesa» e relativi avvocati difensori di tutta questa assurda vicenda.

Cristina Gauri

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8 Commenti

  1. Ma BASTA !
    Facciamo un movimento “I negri ci hanno rotto i Coglioni !” , NEGRI si ,
    in Italiano non è un insulto ….

    Chiagneno e Futteno ; ma quale RAZZISMO ???? Mi ricordano lo stronzetto che nelle partitelle 20 contro 20 al campetto urlava :
    “il fallo era in area , è da RIGORE”

    Area ? campetto con poca erba e tanta terra e sassi , NESSUNA RIGA
    e le porte …. porte, 3 pezzi di legno e manco in linea una e l’ altra .
    … io “pomposamente” definito terzino sx non ho mai toccato una palla in azione , solo da fermo , calcione che arrivava quasi nella porta avversaria …

    Oggi lo stronzetto è il NEGRO , come Balùtelu che ferma le partite e ROMPE i COGLIONI col razzismo …. e se smettessimo di guardare il Calcio fino a che non CACCIANO i ROMPICOGLIONI ?????

    Per altro , ignoro la temperatura di Parigi …. ma , visti gli altri …..io avrei indicato il Bingobongo come “quello vestito come in Alaska” , manco con -15 mi concio così …..

  2. Volevo segnalare che l’immacolata stampa liberal non aveva mosso un dito e nemmeno un sopracciglio quando il nobile rotocalco Charlie Hebdo aveva rappresentato la vincitrice del Roland Garros Simona Halep come una zingara.

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