Roma, 14 nov – Il più forte di tutti era un italiano. E lo sapevano tutti, anche quando aveva smesso di correre come un figlio del tuono. Valentino Rossi era più di un motociclista, perché a differenza degli altri campioni – pur vincenti – attorno a una moto ha saputo generare un entusiasmo febbrile. Furore e personalità, icona oltre la pista, oltre gli appassionati di motori. Provate a chiedere a un qualunque passante di spararvi il nome di un pilota motociclistico, chiunque esso sia vi risponderà al volo: Valentino Rossi.



Valentino Rossi, il più grande di tutti

Una fama che non si costruisce soltanto a suon di successi, pur memorabili. E’ come si ottengono quei successi, come si ammantano di leggenda, come si genera un fuoco dopo averli centrati che fa la differenza. E il Dottore è forse l’unico ad aver saputo coniugare sport, arte e spettacolo in tutte le sue forme. Lo ha fatto da principio senza neppure rendersene conto, munendosi di puro istinto e spensieratezza. Appariva così, come un fanciullo sbarbatello in sella a un destriero fiammante. E nessuno, a vederlo, avrebbe scommesso un soldo bucato su di lui. Eppure… eppure dovettero presto ricredersi.

Così oggi a Valencia erano tutti in piedi per l’ultima gara di colui che Angelo Mangiante ha definito nel modo forse più acuto: “La più grande emozione dopo la ruota”. Oggi Valentino ha sfrecciato per l’ultima volta, chiudendo in decima posizione. Ma poco importa. “La cosa più bella per me in tanti anni di motociclismo è esser diventato un’icona”, ha detto il Dottore. “In queste stagioni in cui sono sceso in pista, tanta gente grazie a me si è interessata a questo sport, facendolo diventare più famoso e seguito. Tra noi piloti si parla della gara, ma essere stato un’icona è quel che mi resta di più bello”.

Che spettacolo

E sempre oggi a vincere non poteva che essere un altro italiano, che ovviamente ha dedicato il trionfo al più grande di tutti. “Ho sentito che tutto era possibile. Volevo regalare questa vittoria a Valentino. La mia gara è per lui, per tutto quello che ha fatto per noi dell’Academy”, ha dichiarato  Francesco Bagnaia, dopo aver centrato il quarto successo in questa stagione. E neanche a dirlo Bagnaia è arrivato davanti a tutti indossando il casco con la scritta: “Che spettacolo”. Era il motto di Valentino Rossi dopo il titolo vinto nel 2004.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Mi dispiace per Valentino Rossi, cui voglio molto bene, ma dopo la ruota la più grande invenzione è Edoardo Bianchi, che ideó e realizzò la bici a due ruote uguali.

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