Roma, 2 lug – Si chiama Iran Ferreira, in arte Luva de Pedreiro, ed è uno dei calciatori più famosi del momento. Ma è anche l’unico a non aver mai giocato neanche un minuto. Com’è possibile? Questo ragazzo brasiliano è la nuova star dei social, perché i suoi video – diventati virali – hanno riunito milioni e milioni di appassionati di calcio, grazie a un bel mix di divertimento, voglia di vivere e tecnica da joga bonito. Per darvi un’idea, ha più follower su Instagram di Icardi, Lukaku, Cuadrado, Buffon e Morata.

Nelle favelas con un sogno e un pallone

Iran ha 20 anni ed è nato a Quijingue, nell’entroterra di Bahia, in Brasile. Come tutti i bambini è cresciuto con la passione per il calcio, sport che ha dovuto subito accantonare per aiutare il padre con il lavoro in campagna. Dopo il lavoro, si ritrova con gli amici di sempre nel campetto di sabbia ed erbacce dietro casa. Due porte, un pallone, una maglietta della nazionale verdeoro (o di un club locale) e alcuni amici sono gli ingredienti giusti per abbandonare la dura e povera realtà. Fantasticando per qualche minuto, provando a giocare oggi una finale di Champions League e domani una finale mondiale, con l’intento di imitare i propri idoli. Proprio questi ultimi, in primis Neymar e Ronaldinho, daranno senza saperlo lo spunto a Iran per il proprio nickname. Luva de Pedreiro, infatti, vuol dire “guanti da muratore” e l’idea è nata osservando le partite europee dove i calciatori brasiliani, e non solo, giocano con i guanti di lana durante i mesi più freddi. Non potendo permettersi dei veri guanti, Iran decise di acquistarne un paio da muratore, creando così il suo tratto distintivo.

Receba! Il grido di gioia divenuto virale

I video, ormai famosi in tutto il mondo, vengono girati nel campetto dietro casa e iniziano con un compagno che lancia la palla dalla linea di fondo, Iran che controlla al volo con maestria, si inventa un tiro a giro da far invidia ai vari Insigne o Del Piero, segna e… inizia lo show. Dapprima libera il suo “Receba!” (che si traduce in “ricevere”), il grido di gioia divenuto virale, poi ripropone il “Siuuu” da sempre sponsorizzato da Cr7 e, infine, dà libero sfogo a esultanze alquanto particolari, divertenti, di devozione a Dio.

Come ogni calciatore che si rispetti, il bomber da circa 20 milioni di follower indossa le magliette di famosi club, come il Barcellona, il Manchester United, il City, il Psg, l’Inter, il Liverpool o della nazionale brasiliana. Un dettaglio non trascurabile quando parliamo di milioni di seguaci. Per questo motivo i club citati sopra e diversi giocatori hanno iniziato a seguire, interagire e riproporre i suoi reel sui social, aumentandone le visualizzazioni. Nel giro di poco Luva ha stretto amicizia con le merengues Vinicius Jr, Rodrygo ed Éder Militão, ha ricevuto la maglia dei Reds autografata da Renan Lodi ed è stato invitato a pranzo a casa di Ronaldinho. Non solo. I suoi video sono stati rilanciati nelle storie di Neymar, su internet possiamo vedere Marcelo che dopo un gol in allenamento urla “Receba” oppure il figlio di Cristiano Ronaldo che addirittura imita Iran, così come Gnabry del Bayern Monaco.

Insomma, Iran Ferreira nei panni di Luva de Pedreiro è entrato di fatto nel firmamento del calcio, mostrando le sue doti balistiche, la tecnica e la conoscenza di club o colleghi calciatori. Rimane solo da firmare un contratto da professionista, così da concludere il cerchio sportivo del bambino appassionato di calcio, che passa dall’imitare i propri idoli a divenire lui stesso una bandiera per i propri tifosi.

Allora faremo il tifo per questo ragazzo dal delirio gioioso, che non si ferma mai, che mentre nutre il sogno di un contratto da professionista con il suo Vasco da Gama continua a dispensare sorrisi agli appassionati di tutto il mondo. Perché il calcio, quello in “giacca e cravatta” che spesso delude, gli è debitore. Quindi arriverà presto il momento di ricevere qualcosa in cambio. Receba!

Francesco Campa

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