russia doping rio 2016Roma, 18 giu – C’era un tempo in cui le guerre si fermavano per permettere alle olimpiadi di avere luogo. E c’è un tempo in cui invece sono le stesse olimpiadi ad essere strumento di guerra, pur latente. Non ci sono altri modi per spiegare l’assurda scelta della Iaaf, la federazione internazionale dell’atletica leggera, di impedire agli sportivi della Russia afferenti alle sue discipline la partecipazione alle olimpiadi di Rio 2016.

La decisione della Iaaf – primo caso nella storia della competizione – segue la squalifica comminata a Mosca nel novembre dello scorso anno, che viene così confermata. Alla base dell’esclusione ci sarebbero i numerosi atleti coinvolti in casi di assunzione di sostanze proibite accertati dalla Wada, l’agenzia internazionale antidoping. “Non è stato allestito un vero sistema di controlli, c’è ancora una diffusa tolleranza delle sostanze vietate, ci sono prove di depistaggi dell’antidoping”, spiegano dalla Iaaf, che accusa la Russia di non aver fatto abbastanza per contrastare il fenomeno. Di più: secondo i vertici dell’atletica mondiale, in Russia esisterebbe addirittura un sistema di “doping di Stato” che falserebbe la competizione.

Sangue di Enea Ritter

“È ingiusto e iniquo. Ci sono principi di diritto universalmente riconosciuti e uno di questi è che la responsabilità dovrebbe essere sempre personificata“, ha tuonato il presidente Vladimir Putin, che nega l’esistenza del doping di Stato e chiede di salvare gli atleti puliti, “che non hanno colpe e non devono pagare per il doping altrui, la responsabilità è individuale“. Sulla stessa linea anche Elena Isinbayeva, campionessa di salto con l’asta, due ori olimpici e tre mondiali all’attivo: “Siamo incolpati di qualcosa che non abbiamo fatto. Secondo la logica della federatletica mondiale, se un mio vicino è ladro, anch’io sono ladra”, ha spiegato, annunciando anche un possibile ricorso contro la Iaaf per violazione dei diritti umani.

Nicola Mattei

2 Commenti

  1. olimpiadi o politica? …politica, politica! La Russia ha osato mettere i bastoni tra le ruote al progetto di americanizzazione del pianeta, per questo va distrutta in tutti i campi: politico (esclusione dal G8) economico (sanzioni, ufficialmente “per l’invasione ucraina”), sportivo (esclusione dalle olimpiadi), mediatico (MAI, MAI una bella notizia che riguardi la russia (e ce ne sarebbero) sui nostri media)… è il vecchio metodo americano: per poter far guerra ad un nemico, bisogna prima farlo percepire alla gente come cattivo.

    • Indubbiamente, nel continuo ed inesausto tentativo di demonizzazione della Russia, sono tanto implacabili quanto patetici.

      Auguro a queste olimpiadi che siano un flop, che non le segua nessuno.

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