Ankara, 23 giu – Nell’Europa di Bruxelles saremo anche la ruota di scorta, ma nell’Europa sportiva sappiamo ancora essere protagonisti. Dopo il trionfo di Wembley della scorsa estate, con la Nazionale di Mancini laureatasi campione del Vecchio continente, e i ragazzi della pallavolo, adesso è toccato agli azzurri della scherma: è questo il verdetto degli Europei di Antalya 2022. L’Italia ha infatti sbaragliato la concorrenza chiudendo con 14 medaglie complessive (4 d’oro, 7 d’argento e 3 di bronzo), staccando la Francia di ben tre lunghezze. Si tratta di un primato assoluto per i nostri colori.

Italia regina della scherma

Gli Europei di scherma, svoltisi quest’anno in Turchia, si sono chiusi ieri con le gare a squadre di sciabola femminile e spada maschile. Se le nostre quattro sciabolatrici (Michela Battiston, Martina Criscio, Rossella Gregorio, Eloisa Passaro) si sono aggiudicate l’argento, ancora meglio hanno fatto i nostri spadisti Gabriele Cimini, Davide Di Veroli, Andrea Santarelli e Federico Vismara che, battendo in finale Israele in scioltezza con un risultato di 45-32, hanno conquistato il primo posto del podio e la medaglia iridata. Era addirittura da Bolzano 1999 che gli azzurri non vincevano l’oro agli Europei nella prova a squadre di spada. Gli altri tre ori sono stati invece vinti dal fiorettista Daniele Garozzo e dalle squadre di fioretto femminile e maschile.

Azzurri sugli scudi

Il percorso dei nostri spadisti è stato esaltante. Negli ottavi di finale si sono sbarazzati della Repubblica ceca con il punteggio di 45-34.  Nei quarti è stata la volta della Svizzera, che ci ha offerto una gara al cardiopalma: a distinguersi è stato in particolare Davide Di Veroli, che nell’ultima frazione ha recuperato un consistente svantaggio mettendo a segno ben 11 stoccate. In semifinale, poi, si è giocata la vera finale. Ad affrontarci c’era infatti la Francia, la nostra maggiore antagonista, forte dell’oro individuale Yannick Borel. Un’altra gara all’insegna delle rimonte: gli azzurri erano finiti in svantaggio per 30-23. Solo con una tenacia fuori dal comune i nostri spadisti sono riusciti a risalire la corrente, grazie ai mattatori Cimini e Di Veroli. Risultato finale: un pirotecnico 45-44.

Gabriele Costa

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta