Roma, 9 apr – Sessanta squadre, diciannove regioni rappresentate – unica assente la Valle d’Aosta – quattro promozioni (tre dirette, di cui una già in archivio). Fin qui i numeri essenziali sulla terza serie nazionale. Protagonista assoluto della stagione che volge al termine è il Bari, che ha staccato con tre giornate di anticipo il biglietto di sola andata per il torneo cadetto.

Se per le sorti del girone C si attendeva solo la matematica, rimangono vivi i testa a testa nei raggruppamenti A e B, dove – Sudtirol e Padova da una parte, Modena e Reggiana dall’altra – ancora si gioca per l’assegnazione del primo posto. Seguiranno poi gli arzigogolati spareggi, riservati a una trentina scarsa di società che si contenderanno il quarto posto utile per la salita in Serie B. Nove, invece, le retrocessioni.

Bari, l’ascensore sale al piano cadetto

Col senno di poi poco importa che la festa non sia stata quella perfetta, davanti agli oltre 24.000 del San Nicola. Il pareggio a reti bianche di due settimane fa contro la Fidelis Andria è un urlo strozzato, rimasto in gola per un’intera settimana ed esploso finalmente al triplice fischio in quel di Latina, dove la Bari calcistica ritrova la serie cadetta a pochi anni di distanza dal fallimento del 2018. Per la squadra “ascensore” – con questa sono 36 tra promozioni e retrocessioni – fondamentali gli arrivi in panchina di Michele Mignani e, nel ruolo di direttore sportivo, di Ciro Polito. Proprio l’ex portiere ha il merito di aver rinforzato una rosa già esperta (capitan Di Cesare, bomber Antenucci) con elementi di categoria superiore, come il centrale Terranova e il fantasista Botta. In un girone ricco di tante vecchie conoscenze dei piani alti del pallone italiano – Avellino, Catania, Catanzaro, Foggia, Palermo – il pubblico dell’astronave si è dimostrato addirittura da Serie A: numeri alla mano, solamente chi corre per un posto in Europa (Atalanta esclusa) ha sforato in una singola gara le 30.000 presenze.

Lega Pro, girone A: il Padova riapre i giochi

Anche nel girone A festeggerà una biancorossa: con lo scontro diretto anche da giocare, sono solamente due i punti di distacco tra Sudtirol e Padova. Difesa praticamente impenetrabile quella altoatesina – 9 gol subiti, Poluzzi rimasto imbattuto per oltre mille minuti – che ha permesso all’attuale capolista di inanellare 28 partite consecutive senza conoscere sconfitta. Ma il misero punto raccolto nelle ultime due uscite ha rianimato le speranze del Padova, grande favorito di inizio stagione. Gli uomini di Massimo Oddo sono invece il miglior attacco del girone: nella cooperativa del gol – 16 giocatori a bersaglio – si distinguono Chiricò e Ceravolo, 21 centri in due.

L’antipasto dello “spareggio” che si giocherà al Druso il sabato di Pasqua è stato servito mercoledì sera, nel ritorno della finale della Coppa Italia di categoria: i patavini, nonostante un ottimo primo tempo della compagine di casa, si sono imposti nella ripresa per 0-1. Gli euganei dopo essere passati in vantaggio difendono ordinatamente, riportando così dopo più di quarant’anni il trofeo nella bacheca biancoscudata.

Derby emiliano: Modena o Reggiana?

Chiudiamo con il raggruppamento del centro-Italia, dove il Modena – sconfitto di misura domenica a Pistoia – conduce con 4 lunghezze di vantaggio sui cugini della Reggiana: truppa guidata da Aimo Diana fermata a sua volta (2-2) in trasferta contro la Fermana e incapace di sfruttare il passo falso dei canarini. Traguardo quindi vicino per i gialloblu (altra società passata da un recente fallimento), malgrado una partenza a rilento con 3 pareggi: la vetta infatti è arrivata solamente al sedicesimo turno – nel bel mezzo del filotto da 12 vittorie – per non essere più lasciata. Allenati dall’esperto Tesser, il quale nell’ultimo decennio ha già vinto la terza serie con Novara, Cremonese e Padova, i gialloblu sono passati da pochi mesi sotto la gestione della famiglia Rivetti (ex proprietaria dell’iconica marca di abbigliamento Stone Island).

Ciofani, Scarsella, Tremolada, Minesso: squadra dall’ossatura navigata, nella quale è stato il giovane attaccante classe 2002 Nicholas Bonfanti – figlio e nipote d’arte – a decidere con le sue doppiette due importanti trasferte, entrambe conquistate in rimonta: la vittoria dicembrina di Imola (arrivata a primo posto appena acquisito ribaltando i padroni di casa solo nel finale) e il derby, decisamente più sentito, che ha visto i canarini espugnare il Manuzzi di Cesena a fine settembre.

Per i granata, i meno sconfitti di tutta la categoria insieme alle duellanti del girone B, a far la differenza in negativo è stato l’eccessivo numero di pareggi, ben 11. Ottima la stagione di Zamparo, a quota 17 reti: in terza serie meglio di lui – e dello stesso Antenucci – solo Moro del Catania (21) e Brunori del Palermo, finora re dei gol con 23 centri.

Marco Battistini

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