Roma, 27 nov – Ci siamo lasciati una decina di giorni fa con le teste abbassate e i visi tirati dell’infelice notte di Belfast. Come ben sappiamo il deludente pareggio contro l’Irlanda del Nord – arrivato in concomitanza alla rotonda vittoria degli elvetici sulla Bulgaria – costringe gli azzurri a giocarsi l’accesso alla rassegna iridata del Qatar nella rinnovata fase degli spareggi per i mondiali.

La nuova formula prevede infatti che le 12 pretendenti ai tre posti UEFA rimasti vengano suddivise in mini-tornei da 4 squadre ciascuno. In soli cinque giorni quindi (tra il 24 e il 29 marzo) il tutto per tutto. Conosceremo così chi si andrà ad aggiungere a Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Serbia, Spagna e – nostro malgrado – Svizzera.

Macedonia, Portogallo, Turchia: un’urna agrodolce

Al di là però di chi ci ritroveremo davanti urge innanzitutto ritrovare l’effervescenza di quelle notti di mezza estate. Sul piano prettamente tecnico/tattico fondamentali saranno i recuperi di Verratti – imprescindibile nel ruolo di doppio regista – e Spinazzola. Infine la certezza che in primavera i titolarissimi Bonucci, Barella, Jorginho e Insigne potranno ritrovare la dovuta lucidità, anche in zona gol. Non è un alibi, ma un dato di fatto che tra settembre e novembre il calendario – campionato, coppe, nazionale – li abbia spremuti con una gara ogni tre giorni.

L’urna di Zurigo ci riserva l’abbordabile Macedonia del Nord, federazione “giovane” – scende in campo per la prima volta nel 1993 – decisamente inesperta a certi palcoscenici ma evidentemente in crescita (nessuna partecipazione mondiale, “battesimo” a Euro 2021 con 3 sconfitte). Il loro gruppo ha visto i tedeschi padroni incontrastati – 9 vittorie – e la Romania terza, appena un punto sotto la nazionale balcanica.

In ottica di una possibile finale – da giocarsi trasferta – siamo così diretti interessati alla semifinale numero 6. Quella che vede contrapporsi il Portogallo di CR7 (ma non solo: Joao Cancelo, Bruno Fernandes, Bernardo Silva), squadra molto tecnica, per distacco la peggior “testa di serie” che ci potesse capitare, e la Turchia, compagine sempre scorbutica già affrontata negli ultimi europei. I lusitani si sono lasciati sfuggire il biglietto diretto a pochi minuti dalla fine del proprio girone (1-2 maturato al 90′ dello scontro diretto che premia il carattere serbo). Gli ottomani invece hanno chiuso tra oranje e Norvegia l’apertissimo raggruppamento G.

Spareggi mondiali: i nostri precedenti con Russia e Svezia

L’ultimo spareggio in chiave mondiale – 2017, contro la Svezia – è completamente da dimenticare. Il passato ci propone però un trascorso decisamente più positivo (e speriamo propiziatorio). Anche nel 1997 infatti la qualificazione diretta ai successivi mondiali di Francia svanisce all’ultima giornata per via di un pareggio a reti bianche (contro l’Inghilterra, sarà proprio la Perfida Albione a vincere il girone). Corsi e ricorsi, un’altra analogia: pur arrivando seconda, la selezione di Cesare Maldini – così come quella del Mancio – chiude imbattuta il proprio raggruppamento. Nel primo degli spareggi mondiali della storia azzurra sotto la neve moscovita dell’andata, giocata con il caratteristico pallone arancione, non si va oltre l’1-1 (Vieri, autorete di Fabio Cannavaro), nel ritorno napoletano è Casiraghi a far esplodere il San Paolo.

A marzo saremo – ovviamente – padroni del nostro destino, e avremo davvero bisogno di tutti (e di tutto, a partire dal coraggio). Chissà che poi la spiralità degli eventi non aiuti i nostri ragazzi a fare la giocata decisiva. Ma senza meno ci sarà da risvegliare quello spirto guerrier ch’entro ci rugge. Perché poi la “fortuna”, si sa, aiuta solo gli audaci.

Marco Battistini

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