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Squalificato Bernardo Silva del City: “È razzismo”. Ma era uno scherzo tra compagni

by Valerio Benedetti
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Bernardo Silva e Mendy, calciatori del Manchester City

Londra, 15 nov – A nulla è valsa la difesa di Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, e dello stesso Mendy, il compagno di squadra «offeso». Bernardo Silva, calciatore portoghese in forza ai citizens, è stato squalificato per un suo tweet «razzista». La sentenza è stata emessa dalla Fa, la Federazione di calcio inglese. La punizione comminata all’ala del City prevede una giornata di squalifica e il pagamento di un’ammenda da 50mila sterline.

«Qualcuno può essersi offeso»

La squalifica è arrivata nonostante fosse chiaro come il «cinguettio» di Bernardo Silva rappresentasse un semplice scherzo tra compagni di squadra. Di più: tra grandi amici, visto che Silva e Mendy si frequentano anche fuori dal rettangolo verde. Ma non c’è stato niente da fare. Questa è la motivazione che ha fornito la Fa: «Risulta evidente che Silva non volesse offendere Mendy e che si trattava solo di una battuta tra amici. Ma, non trattandosi di una comunicazione privata tra Mendy e Silva, qualcuno potrebbe aver trovato offensivo il contenuto del tweet. Il post è stato visto dai 600mila follower di Silva: molte persone, vedendo quell’immagine, potrebbero averla trovata offensiva e razzista. E tutto questo getta discredito sul calcio».

Tweet razzista di bernardo silva

Il tweet era stato cancellato da Bernardo Silva dopo le accuse di razzismo

Bernardo Silva difeso da Mendy

Il tweet incriminato, comparso sul profilo Twitter di Bernardo Silva, conteneva una foto che accostava Mendy da piccolo al logo dei cioccolatini spagnoli «Conguitos», il tutto corredato da un emoticon sorridente e la didascalia «Indovina chi?». Che si trattasse di uno scherzo era evidente, ma l’associazione antirazzista britannica «Kick it out» aveva denunciato l’accaduto alla Federazione inglese sostenendo che «gli stereotipi razzisti non sono mai accettabili come battute». Lo stesso Mendy aveva scritto una lettera alla Fa in cui ribadiva con forza che non si era affatto trattato di un episodio di razzismo, chiedendo quindi di non procedere oltre. Sebbene a Bernardo Silva non siano state comminate le paventate sei giornate di squalifica, siamo comunque di fronte a un pericoloso precedente. Se qualche snowflake si sente offeso, scatta subito la repressione antirazzista. La fantasia di Orwell è stata ormai ampiamente superata dalla realtà.

Valerio Benedetti

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1 commento

loris 20 Novembre 2019 - 8:50

il termometro del crollo mentale di quello che un tempo era il paese che dominava il mondo…

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