Home » Maroni: “Le elezioni in Emilia Romagna saranno la battaglia di Stalingrado”

Maroni: “Le elezioni in Emilia Romagna saranno la battaglia di Stalingrado”

by Adolfo Spezzaferro
3 comments
maroni stalingrado

Roma, 15 nov – Roberto Maroni è convinto che le elezioni in Emilia Romagna saranno la nuova battaglia di Stalingrado (a parti invertite, ovviamente). L’ex governatore lombardo, spesso in disaccordo con il leader del Carroccio Matteo Salvini, stavolta non ha dubbi: la Lega con la candidata Lucia Borgonzoni in Emilia Romagna trionferà e lo farà alla faccia di quella “sinistra che considera la Borgonzoni incapace e impresentabile”. E che dire del dem Stefano Bonaccini, il governatore uscente della Regione riproposto dal Pd? “Anche Bonaccini è un bravo amministratore – spiega Maroni a Corrado Formigli durante la trasmissione Piazzapulita -. Lo conosco bene, è stato il presidente della conferenza delle Regioni quando ero governatore”. Ma questo per il leghista non basta. A differenza di quanto sostiene il premier Giuseppe Conte – che minimizza sulla portata nazionale delle Regionali -, “il voto del 26 gennaio è un voto politico“. In effetti è in gioco la tenuta della sinistra nella loro roccaforte per antonomasia, dove il sistema di clientelismo delle coop rosse governa da sempre, praticamente.

“In caso di vittoria del centrodestra, elezioni anticipate”

Sondaggi alla mano, il destra-centro a trazione leghista potrebbe fare il colpaccio (anche il “pareggione” sarebbe comunque una vittoria, nella “rossa” Emilia): “La sinistra ha perso la fiducia, questo è quello che sta succedendo. Se la Lega e il centro-destra vincerà non sarà un caso come con Guazzaloca a Bologna. Questa è la battaglia di Stalingrado. Se il centro-destra vincerà in Emilia-Romagna saranno inevitabile le elezioni anticipate in primavera o giugno“.

La “battaglia” non avrà un esito scontato, a guardare il sondaggio di Emg Acqua Group del 7 novembre: il candidato della sinistra, Bonaccini, è in testa al 45,5%. Ma la candidata del destra-centro, Borgonzoni, gli sta con il fiato sul collo al 44%. Invece, un eventuale candidato del M5S non supererebbe il 7%, a riprova della crisi strutturale dei grillini. Il 26 gennaio è lontano e può ancora succedere di tutto. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

You may also like

3 comments

Sergio Pacillo 15 Novembre 2019 - 8:31

Do per scontato che la Borgonzoni vincerá. Ció nonostante, ritengo che il parlamento non si scioglierá.

Reply
Antonio S 16 Novembre 2019 - 1:28

La battaglia di Stalingrado è terminata con la vittoria dei compagni. Oscura profezia

Reply
Morto Maroni, il ministro del reato di immigrazione clandestina (ma anche del secessionismo) - 22 Novembre 2022 - 10:31

[…] 22 nov – È morto Roberto Maroni. Come riporta l’Ansa, il politico leghista si è spento stamattina, nella sua casa nel Varesotto, […]

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati