Roma, 27 apr – Negli stadi inglesi i tifosi potrebbero tornare a bere birra (e più in generale alcolici) durante le partite di calcio. La decisione ufficiale del governo di Londra, dopo 37 anni di rigoroso divieto, secondo i media britannici dovrebbe arrivare questa estate. Dunque dalla prossima stagione calcistica i supporters delle squadre inglesi potrebbero scolarsi pinte di birra direttamente sugli spalti, anziché in prossima dei punti di ristoro.

La birra torna negli stadi inglesi: polizia infuriata

Il governo guidato da Boris Johnson ha già accettato intanto di rivedere la legge, introdotta nel 1985, che vieta categoricamente il consumo di alcolici allo stadio durante le partite di calcio. Al contrario da sempre consentita negli altri sport. L’idea è quella di introdurre una sorta di schema-pilota, per capire gli effetti della nuova direttiva “aperturista”.

La decisione non piace però alla polizia del Regno Unito, che già lo scorso novembre aveva definito l’idea “una follia” e senza l’approvazione delle forze dell’ordine tutto potrebbe restare com’è da ormai quattro decenni. “Si vuole eliminare qualcosa che è stata pensata per rendere le cose più sicure per i tifosi – aveva dichiarato Mark Roberts, capo della polizia del Cheshire, al Daily Mail – Questa proposta arriva in un momento in cui stiamo assistendo a un aumento preoccupante di casi di violenza nel calcio a tutti i livelli, quindi direi che il tempismo è perlomeno bizzarro”.

Una manna per i club 

Al contrario il piano del governo non sembra dispiacere ai club inglesi, perché come sottolineato dai media britannici le società potrebbero beneficiare di decine di milioni di sterline all’anno se consideriamo soltanto le partite dei principali campionati. Soltanto in Premier League la reintroduzione dell’alcol allo stadio si calcola che potrebbe portare nelle casse dei club più o meno 30 milioni di sterline a stagione. “L’attuale legislazione sul consumo di alcolici alle partite è stata introdotta nel 1985 – ha fatto presente Kevin Miles, amministratore delegato della Football Supporters’ Association – ma il mondo è progredito considerevolmente da allora e il calcio non fa eccezione. Ecco perché una revisione della legge, che è vecchia di quasi 40 anni, sarebbe la benvenuta”.

Alessandro Della Guglia

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