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Roma, 26 mag – Menomale governano loro, così il pericolo concreto di un ritorno in auge dell’autoritarismo nazifascista è stato sfatato a botte di decreti di Conte, di regolarizzazioni di massa di clandestini e dell’istituzione di sessantamila guardie governative denominate assistenti civici. Ve ne sarà uno ogni mille abitanti, ve ne saranno circa otto per ogni comune italiano, si affiancheranno alle forze dell’ordine non sappiamo con quale ordine, eseguiranno gli ordini non sappiamo di chi (a meno che Conte non emani un decreto ad hoc), e soprattutto imporranno la loro volontà sulla base di nessun codice o legge scritta, né tantomeno consuetudine. Saranno migliaia di persone pescate tra i disoccupati, i percettori del reddito di cittadinanza (ah, allora è possibile farli lavorare), si spera non tra immigrati con permesso di soggiorno, e più genericamente tra la massa di delatori che durante gli ultimi mesi si sono divertiti a denunciare il vicino di casa beccato a prendere una boccata d’aria e che oggi si appostano come dei paparazzi per immortalare la famigerata movida. Ottenebrati dalla voglia di emergere facendo colpo sulla signora maestra.

Perbenismo in pettorina

Aspettiamoci naturalmente che dalla galassia perbenista antifascista, grillina e sardina emergano un giorno chissà quando i generali di questo nuovo movimento civile di cittadini responsabili e ligi al sacro dovere di leccare il culo al potere. Ci sono interi plotoni di centrosocialisti, naturalmente disoccupati, desiderosi di imbracciare le armi, pardon, di indossare la pettorina, contro i pazzi che oggi osano bersi una birra per strada, se non addirittura manifestare con la mascherina tricolore ferma sulla bocca. Gentaglia nera, figli di papà che dopo tre mesi di clausura ritengono saggio prendere una boccata d’aria la sera, insomma la feccia neofà colpevole di mantenere comportamenti normali in un periodo che di normale non ha proprio niente, e che dunque gli illuminati nipotini di Lenin combattono alacremente. Eppoi attivisti grillini annoiati, gente che effettivamente il reddito di cittadinanza se lo suda sfondando il divano dato che la commossa Bellanova gli ha pure risparmiato la fatica di andare a lavorare nei campi. Sai che bello, per questi vigilantes analfabeti, poter indossare la toga dell’ordine e della disciplina, poter bacchettare, punire, redarguire dall’alto della loro grillosità.

La bacchetta delle sardine

Per ultime ma non per importanza, il meglio che, assieme all’Anpi, settant’anni di antifascismo è riuscito a donarci: le sardine. Le quali, non avendo più potuto assembrarsi per intonare Bella ciao, esprimeranno il loro bellaciaismo andando a brontolare quegli fascistoni che si oppongo al governo indossano le mascherine tricolori. Segno che la famosa palla da basket, il bambino con la sardina spillata sul petto proprio non riesce ancora a prenderla. Sarà uno spasso vederli spernacchiati da chi tenteranno di redarguire. Ma, al netto dell’insipienza dei personaggi che probabilmente andranno a comporre questo nuovo esercito, il dato preoccupante è la serenità con cui il governo, sostenuto da una maggioranza farlocca, deborda paurosamente prendendo iniziative pesantemente limitative delle libertà personali senza oltretutto renderne conto a nessuno, dato che chi governa non deve fondamentalmente render conto a nessuno e sulla base di nessun programma elettorale.

Comitato di controllo

La sensazione che attanaglia il cittadino comune è di esser finito nelle mani di fabbricanti di leggi allo sbaraglio, i quali, da burocrati illiberali quali sono, interpretano la realtà a piacimento senza tener conto di due dati strutturali fondamentali: sono sostenuti dalla minoranza del paese e, a maggior ragione, non è loro consentito di giocare con le libertà fondamentali delle persone come se fossero in una partita di scacchi. Voi fate troppi aperitivi e noi istituiamo una nuova milizia di controllo e repressione. Come già detto, su quale corpo normativo essi baseranno i loro interventi è dato sconosciuto. Ma è tipico della sinistra istituire comitati di controllo che non risponderanno a nessuna legge scritta, ma solo al padrone che gli ha sciolto il guinzaglio. Il punto è che a mordere, poi, dubitiamo siano loro.

Lorenzo Zuppini

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