foto 2 -attentiRoma, 3 apr – Mentre la scure della spending review minaccia di abbattersi anche sulle spese militari, rischiando di buttare il bambino con l’acqua sporca, come illustrato nei giorni scorsi su queste pagine (quiqui), esiste un’importante nicchia di assoluta eccellenza in seno alle forze armate nazionali: le Scuole Militari.

Se l’abolizione dal 2005 della leva obbligatoria ha contribuito a ritardare l’indipendenza personale dei giovani italiani, senza un contraltare su quella economica, e a limitarne irrimediabilmente il senso di responsabilità e di appartenenza nazionale, le scuole militari rappresentano tuttora l’élite della formazione liceale in Italia.

Distribuite su quattro sedi, due per l’esercito – la Nunziatella di Napoli e la Teulié di Milano – una per la marina – la Morosini di Venezia – e una per l’aeronautica – la Douhet di Firenze – le Scuole Militari accolgono ogni anno oltre 250 allievi, selezionati tra migliaia di candidati, ragazzi e ragazze per lo più sedicenni e frequentanti il secondo anno di liceo classico e scientifico, attraverso concorsi rigorosi e particolarmente impegnativi (il bando unico per l’anno scolastico 2014/2015 è aperto dal 21 marzo al 22 aprile 2014). Verifiche sanitarie, colloqui e test psico-attitudinali, prove culturali e infine prove fisiche che spaziano dall’atletica al nuoto, rappresentano un primo intenso momento in cui l’aspirante allievo si trova ad affrontare e spesso superare quelli che riteneva i propri limiti, una fase fortemente selettiva così come occasione per avviare amicizie che possono trasformarsi in profondi sodalizi per tutta una vita.

Una volta ammessi a una Scuola Militare, gli allievi si trovano davanti a tre anni del liceo più esclusivo d’Italia, all’altezza delle migliori scuole di pari grado del mondo, in cui abbineranno una formazione scolastica rigorosa, condotta da docenti accuratamente selezionati in tutta Italia, a un’ampia offerta culturale integrativa, incluse impegnative esperienze internazionali – per esempio in sede Nato e Onu – a stimolanti attività sportive differenziate secondo le attitudini e le aspirazioni di ogni allievo, e naturalmente a una intensa formazione militare che include campi invernali ed estivi.

Nonostante che la possibilità di mantenere a un tempo gli alti standard scolastici necessari per la stessa permanenza nelle scuole, di partecipare alle attività culturali e di ricevere un’adeguata formazione sportiva e militare richieda una scansione serrata dei tempi, dalla proverbiale sveglia mattutina fino al silenzio serale, non mancano agli allievi le occasioni per esprimere l’esuberante vitalità caratteristica della loro età, sia con gli eventi ricreativi e festivi organizzati all’interno sia con le libere uscite infrasettimanali e del fine settimana, in cui spesso è concesso il ritorno alla famiglia e ai vecchi amici. Per non parlare dei profondissimi rapporti, saldati nello sforzo e negli indubbi sacrifici, che presto si instaurano tra i giovani studenti e commilitoni, destinati spesso a durare per sempre.

Su tutto questo veglia una classe di Ufficiali preparati, esperti e motivati, dai Comandanti delle scuole ai Comandanti di battaglione, compagnia e plotone, sempre attenti alle esigenze di ogni singolo allievo e delle rispettive famiglie, rigorosi e comprensivi allo stesso tempo. Spetta a questi Ufficiali prima formare e quindi valutare gli allievi anche sul piano dei valori più rappresentativi dell’etica militare ma che, a ben vedere, costituiscono un modello positivo e applicabile alla stessa società civile, come la lealtà verso i superiori, i docenti e gli altri allievi, il senso di responsabilità personale, il rispetto della gerarchia e il coraggio – quel coraggio, distinto dall’eroismo e anche oltre gli inevitabili errori che ciascuno commette, che l’attuale Comandante della Scuola Militare Teuliè Col. Francesco Giordano ebbe a ricordare in un intervento pubblico come la qualità più alta che non può mancare a un allievo.

Non sarà retorica ricordare come ciascun allievo sviluppi presto un altissimo senso di appartenenza e gratitudine per la patria che tanto ha investito nella sua formazione e preparazione per una vita che potrà continuare in ambito militare attraverso le Accademie, oppure civile, nel lavoro e nell’università, e per una gloriosa bandiera frutto del sacrificio e del sangue dei nostri predecessori, oggetto del saluto quotidiano di tutti gli allievi in ogni Scuola Militare d’Italia.

Forse qualche lettore si chiederà cosa è possibile fare per promuovere un simile modello di eccellenza che ha formato e forma quotidianamente i nostri giovani migliori: il meglio che si possa fare è diffonderne l’informazione e stimolare gli studenti del primo biennio dei licei e le loro famiglie a partecipare nel numero maggiore possibile ai concorsi per le Scuole Militari (il bando è ancora aperto): come sempre, è la domanda che stimola l’offerta e un fatto certo è che l’investimento nella formazione di eccellenza si ripaga sempre con interessi altissimi.

Francesco Meneguzzo

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

nove − otto =