Varoufakis Bce
Yanis Varoufakis all’uscita dalla sede della Bce

Atene, 5 feb – Mentre Tsipras prosegue la sua campagna nei vari paesi dell’Unione Europea per giocare la sua partita contro le troppo stringenti regole dell’austerità, la Banca centrale europea fa la propria contromossa. L’istituto guidato da Mario Draghi ha infatti annunciato che, a partire dall’11 febbraio, partiranno regole più strette sugli strumenti di rifinanziamento, che riguarderanno in particolare la Grecia.

“Il consiglio direttivo ha deciso di rimuovere la deroga sugli strumenti di debito quotati emessi o garantiti dalla Repubblica ellenica”, si legge in una nota diramata dalla Bce. La deroga era relativa ai requisiti minimi per poter accedere alla liquidità destinata alle banche, che fino ad ora potevano utilizzare i titoli di stato di Atene come garanzia. A partire da mercoledì della settima prossima questo non sarà più possibile.

Un duro colpo per il sistema bancario greco, che non potrà più prendere parte alle normali aste di rifinanziamento che si tengono periodicamente a Francoforte. Rimane invece sempre in essere il programma Ela – Emergency liquidity assistance, destinato a risolvere problemi di mancanza di liquidità nel breve periodo e al quale alcuni istituti della penisola ellenica potrebbero dover accedere a breve, nonostante la banca centrale, per parola del governatore Iannis Stournaras, abbia disponibilità solo fino al termine di questo mese.

La decisione della Bce arriva come una doccia fredda per le speranze del nuovo governo greco, dopo che il ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, aveva definito “fruttuosi” i colloqui intercorsi a proprio con il governatore Draghi. Più duri i toni da parte dell’istituto di Francoforte: “Senza un’intesa complessiva non si potrà dare un euro alle banche elleniche“, si è affrettato a precisare il finlandese Errki Liikanen, membro del direttivo Bce.

La partita a scacchi continua.

Filippo Burla

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4 Commenti

  1. Quando poi comincerà con l’ITALIA e spero di NO perchè, mi sto molto e veramente COINVOLGENDO, affinchè ciò non avvenga. Quando e se comincerà con NOI italiani saranno cavoli AMARI ma amari veramente. CHE SCHIFO che fa l’EUROPA. Se questa è l’EUROPA io sono LA DEA DIANA. I miei bilanci sono sempre in ORDINE e così dovrebbero essere i i bilanci di stato ma a questo livello di decrescita, piuttosto che d’inflazione, non si può proprio veramente, mettere la gente alla “fame”. NON HA SENSO che ci siano gli stati EUROPEI, fatti così. Questa non è competizione per me, questa è DISTRUZIONE di comparti economici. La spesa pubblica è alta, quindi ci si rifà sulla popolazione tutta.

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