Mosca, 19 giu – Il Ministero della Difesa Russo ha fatto sapere in una nota che a seguito dell’abbattimento di un Sukhoi Su-22 “Fitter” siriano operante contro i ribelli avvenuto nella giornata di ieri, chiuderà il canale di comunicazione con gli Stati Uniti che era stato stabilito per prevenire incidenti nei cieli della Siria e considererà qualsiasi velivolo in volo ad ovest dell’Eufrate come un possibile bersaglio da parte dei sistemi di difesa missilistici installati nella base aerea di Khmeimim e dalle Forze Aeree Russe che operano dalla stessa base.

Lo stato di tensione tra Russia e Usa è andato esponenzialmente aumentando quando, del tutto deliberatamente come afferma il Vice Ministro degli Esteri Sergey Ryabkov, un F-18E “Super Hornet” ha abbattuto un Sukhoi Su-22 “Fitter” dell’Aeronautica Siriana che stava bombardando milizie della SDF a sud della cittadina di Tabqah. In una nota della coalizione si legge che il Comando russo era stato avvisato dell’azione di intercettazione, avvenuta dopo una dimostrazione di forza per fermare l’avanzata delle forze dell’Esercito Siriano verso la cittadina, ma il Cremlino sembra negare, secondo quanto si legge sulla Tass, che ciò sia avvenuto. Per questo motivo Mosca ha deciso unilateralmente di cessare ogni forma di comunicazione con la Coalizione a guida Usa e di considerare ogni velivolo in volo sulla Siria come ostile, pertanto passibile di intercettazione da parte dei sistemi di difesa anti aerea e da parte dei caccia russi. “Ogni velivolo, inclusi aerei e droni della Coalizione internazionale, individuati nella zona di operazioni a ovest del fiume Eufrate dall’Aviazione Russa sarà seguito dai sistemi bdi difesa aerea basati a terra e dai caccia come un bersaglio” è quanto si legge nel comunicato ufficiale del Ministero della Difesa riportato sempre dalla Tass.

Mosca rincara la dose affermando esplicitamente che “Comunque, il Comando della Coalizione non ha usato l’esistente linea di comunicazione tra i comandi della base aerea di al-Udeid (Qatar) e quella di Khmeimim per evitare incidenti nello spazio aereo Siriano” aggiungendo anche che “Consideriamo le azioni del Comando Usa come una deliberata mancanza nel tener fede agli obblighi del memorandum atto a prevenire gli incidenti e fornire sicure condizioni di volo durante le operazioni in Siria firmato il 20 ottobre del 2015” e accusando gli Usa di favorire l’avanzata dei terroristi nel Paese. Per tutta risposta la Coalizione fa sapere in un comunicato ufficiale che la propria missione è quella di combattere l’Isis in Iraq e Siria e che non cerca di combattere il regime siriano, russo, o le forze pro-regime che sono loro alleate ma che non esiteranno a difendere le forze pro Coalizione da ogni tipo di minaccia, aggiungendo che azioni ed intenzioni ostili dirette dalle forze di Assad verso le milizie del SDF che stanno combattendo legittimamente l’Isis non saranno tollerate ed auspicano uno sforzo congiunto di tutte le parti in causa per sconfiggere l’Isis, considerato il nemico comune nella regione e nel mondo.

Le prossime ore saranno determinanti per la diplomazia che dovrà cercare di ricomporre questa ulteriore frattura tra Russia e Usa che ormai sembrano trattare la Siria come una zona di occupazione così come era la Germania alla fine della Seconda Guerra Mondiale: nel comunicato russo infatti non si cita mai il Governo di Assad ma solamente l’Esercito Siriano come se fosse un qualsiasi alleato di second’ordine. Infatti viene esplicitamente detto nel comunicato ufficiale che il motivo della chiusura del canale di comunicazione con la Coalizione non è l’abbattimento del caccia siriano in sé ma il fatto che “Al momento dell’abbattimento dell’aereo siriano da parte del caccia Usa le Forze Aerospaziali Russe stavano conducendo missioni nello spazio aereo siriano” quindi è stata percepita una minaccia diretta non tanto verso l’alleato a Damasco, ma verso le proprie Forze Armate, lasciando intendere che in altre circostanze la stessa azione non avrebbe portato ad una reazione così drastica.

Paolo Mauri

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