giuliaRoma, 22 dic – Con 162 voti favorevoli e 37 contrari il Senato ha cancellato i comma 2 e 3 della legge 342/2000 andando quindi ad eliminare il concetto di “veicolo di interesse storico”. Una batosta che colpirà milioni di veicoli (solo le auto sono 4 milioni), per capire il perché di questa scelta e cosa ciò comporterà abbiamo posto qualche domanda a Giacomo Trezzi, responsabile di “Scuderie 7PUNTO1“.

Il Governo irrigidisce la regolamentazione sui veicoli di interesse storico, ci può spiegare il perché di questa scelta? 

L’esecutivo sta semplicemente raschiando il fondo del barile andando a racimolare soldi ovunque possa. Nonostante i pareri negativi di F.M.I. (Federazione Motociclistica Italiana) ed A.S.I. (Automotoclub Storico Italiano) si è voluto comunque approvare una norma che porterà immediatamente un gettito extra di circa 60 milioni di Euro ma che nel lungo periodo avrà un bilancio sicuramente negativo.

Nella pratica quali sono le maggiori novità introdotte?

Fino ad oggi i mezzi di interesse storico, quindi iscritti in particolari elenchi a ciò dedicati, e con un’età compresa tra i 20 ed i 30 anni potevano usufruire di una tassazione agevolata sia in termini di bollo che di passaggio di proprietà. Questa norma era pensata per incentivare la cultura storica motoristica e per facilitare la salvaguardia di tutte quelle auto e moto che da un punto di vista culturale od industriale hanno segnato la storia della nostra Nazione. Molte di queste infatti non hanno un grande valore commerciale, vengono acquistate per motivi affettivi e di passione. Con questa riforma il tutto rischia di diventare eccessivamente oneroso per il semplice appassionato.

Prima sosteneva che nel lungo termine questa norma si rivelerà fallimentare, cosa la porta ad affermare ciò?

La norma è un fiasco sotto due aspetti: innanzitutto l’appassionato che si troverà nella impossibilità di mantenere il suo mezzo storico sarà costretto a demolirlo od a venderlo all’estero e questo comporterà una minore entrata in termini di bollo e di passaggi di proprietà per le casse dell’erario; oltre a questo bisogna considerare che la comunità degli appassionati muove un indotto notevole di artigiani come meccanici, carrozzieri, gommisti, tappezzieri, falegnami, ecc… ecc… che si troveranno con molte meno commesse e ciò sarà un danno per lo Stato sia in termini di imposte dirette che indirette.

Quali saranno le prossime mosse da parte dei proprietari? 

Innanzitutto c’è da dire che la norma in questione deve ancora passare al vaglio della Camera e quindi speriamo in un ripensamento, a dire il vero molto improbabile, da parte del Governo. Se ciò non dovesse avvenire siamo pronti a far valere le nostre ragioni in tutte le sedi opportune sia nazionali che comunitarie.

Luca Repentaglia

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