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food&beverage italianoI prodotti alimentari made in Italy piacciono in tutto il mondo: il nostro settore Food and Beverage è la carta in più che la nostra economia può giocare sui mercati esteri. Da Nord a Sud, isole comprese, tante sono le storie di successo che esaltano l’eccellenza del made in Italy, società appena nate o presenti sul territorio da anni e persino da oltre un secolo capaci di produrre il meglio, dai formaggi ai prosciutti, dalla pasta al vino. Ed è proprio su queste risorse che la EGO International, la società che da anni affianca le aziende italiane nei processi di internazionalizzazione, suggerisce di puntare, considerato soprattutto che il prodotto italico entra a far parte di tavoli da ristorante internazionali, dall’ultima trattoria al ristorante upper class della incantevole Miami, dalle famiglie ai ricevimenti in palazzi prestigiosi.

Nasce così la volontà di puntare su mercati esteri, le grandi aziende ormai storiche non hanno nessuna difficoltà, uffici marketing formati ed efficienti riescono a supplire a tutte le diverse problematiche, ma i piccoli imprenditori, con ottimi prodotti, spesso di nicchia, hanno necessità che spesso non riescono a soddisfare in autonomia. Secondo gli esperti della EGOInternational  avere un’efficace formazione linguistica dei manager, ma anche un buona conoscenza economica dei mercati che si vogliono esplorare, è il punto base da cui partire, cioè la formazione di personale che sia capace di affrontare le nuove sfide con coraggio e competenza.

Un tempo le grandi aziende puntavano su luoghi dove esistevano nuclei importanti di italiani, oggi no, oggi si va ovunque, i nuovi mercati da esplorare abbondano. E così c’è chi sceglie di portare il Made in Italy in Australia, dove alberghi, ristoranti, catene di ristorazione e grande distribuzione organizzata gradiscono i prodotti nazionali, anche quelli a chilometro zero. Altri invece provano la difficile sfida dei mercati arabi, tra i più ostici al mondo. Infatti il mercato arabo presenta basi di economia differenti da quelle occidentali, senza dimenticare una lingua non troppo nota, un mercato che offre tante soluzioni, ma che allo stesso tempo è severo nei giudizi. Per questo alla EGO International sono convinti che non basti la buona qualità dei prodotti food&beverage italiani per far breccia nel cuore dell’investitore arabo, ma che sia necessario investire su risorse di marketing esperte del mondo orientale, conoscitori esperti del luogo dove si vogliono portare i prodotti, e quindi in grado di muoversi agevolmente nei meandri dell’economia locale.

L’Italia in materia di food and beverage ha molte carte da giocare, la crescita esponenziale delle vendita sui mercati esteri va di pari passo con le innovazioni che compiono le nostre aziende agroalimentari sul territorio, ed investimenti di alto valore vengono fatti da tutti i produttori. Bisogna affrontare mondi nuovi in chiave nuova, ed anche per questo pochi giorni fa il governo italiano ha annunciato investimenti per 1,5 miliardi di finanziamenti pubblici dilazionati in dieci anni per migliorare la rete di produzione italiana, e per proseguire il percorso di qualità iniziato con l’EXPO di Milano

Gli aspetti che la EGO International mette in evidenza per avere un buon prodotto da presentare sul mercato estero non si fermano ai valori aggiunti come le denominazioni DOP, DOC etc, ma bisogna aggiungere ad esempio un packaging adeguato, cioè presentare il prodotto nel modo migliore, accompagnato da soluzioni di marketing che non si fermino a livello pubblicitario, ma che siano esplicative dell’eccellenza italiana all’estero. Il food&beverage è la più grande risorsa italiana sul mercato estero, la migliore opportunità di presentare un prodotto apprezzato ancora prima di essere venduto, il viatico per dare all’economia italiana la spinta ideale per rimettersi in moto e ripartire col piede giusto.

Redazione

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