Roma, 6 nov –  8 morti e 17 di feriti a un concerto in Texas. Il motivo, lo spostamento della folla e la conseguente calca, che ha condotto qualcuno addirittura a rimetterci la vita.



Morti e feriti per la calca al concerto in Texas

Sono otto i morti attualmente conteggiati per il concerto in Texas, un festival di musica trasformatosi in una tragedia. Da quanto hanno riferito i vigili del fuoco, l’incidente è avvenuto ai cancelli dell’Astroworld Music Festival, a Houston. Il concerto era invece del rapper Travis Scott, fondatore della stessa manifestazione musicale. Dalle informazioni pubblicate da Adnkronos, la calca si sarebbe formata proprio durante la prima esibizione – per l’appunto, quella del rapper – quando un gruppo si è mosso verso il palco, spingendo così forte e “cominciando a schiacciare le persone che si trovavano nel prima fila”.

Il resoconto preciso – sebbene provvisorio – viene dato da Samuel Pena, il capo dei vigili del fuoco, che ha dichiarato:”Finora abbiamo trasportato 17 persone negli ospedali. Undici di loro erano in arresto cardiaco”, anche se alcuni video pubblicati su youtube parlano di possibili 50 feriti.

Anche le unità mediche inservibili

I morti e i feriti al concerto sarebbero stati una inevitabile conseguenza. Secondo l’Houston Chronicle, Travis Scott ha interrotto spesso la sua esibizione dopo aver visto alcuni fan in difficoltà. I veicoli del dei servizi di emergenza hanno provato a farsi strada per intervenire, ma non sono riusciti a salvare quelli che sarebbero morti durante il concerto. Di gente, senza dubbio, ce n’era tanta. Tgcom24 ci riferisce qualche informazione in più sul numero di presenti, ovvero circa 50mila. Non poteva essere molto diverso, dal momento che Astroworld è una manifestazione musicale di due giorni, che avrebbe dovuto svolgersi proprio tra venerdì e sabato a Houston. I posti, ovviamente erano esauriti. Gli organizzatori avevano cercato di prevenire eventuali disagi, allestendo delle unità mediche sul posto. Ma neanche quelle sono servite, “rapidamente sopraffatte” dall’ondata di folla.

Alberto Celletti

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